BOLOGNA: analisi tecnico-tattica situazioni di gioco sino al girone di andata. Serie A 2012/2013

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BOLOGNA
APPROCCIO ALLA STAGIONE:

Il Bologna si presenta ai nastri di partenza dopo una stagione importante che ha visto la squadra allenata da Stefano Pioli esprimere un calcio interessante conquistando la salvezza con varie giornate di anticipo.
La società gestita dal presidente Albano Guaraldi vuole dare alla città di Bologna una squadra degna di rappresentarla.
La prima scelta effettuata è la conferma del tecnico Stefano Pioli, i cui metodi di lavoro ed il cui calcio sono balzati immediatamente agli occhi degli addetti ai lavori.
Lo staff tecnico guidato dall’eccellente Pioli è stato interamente confermato.
Il mercato calciatori ha visto, invece, molte novità significative. Lasciano Bologna calciatori importanti come Di Vaio, che va in Canada, Mudingay, ceduto all’Inter, e soprattutto Ramirez, gioiellino di casa ceduto al Southampton per una cifra di circa quindici milioni di euro. A questi vanno aggiunte le cessioni di Casarini, Raggi e del portiere Gillet.
La proprietà si dimostra abile e determinata nel sostituire i partenti con calciatori altrettanto importanti. In entrata spicca l’acquisto di Alberto Gilardino al quale viene affiancato il giovane promettente Gabbiadini, prelevato in prestito dalla Juventus.
In difesa vengono prelevati Natali, a parametro zero dalla Fiorentina, Roger Carvalho e Marco Motta, sempre dalla Juventus, società con cui il Bologna ha ottime relazioni.
Anche nel settore di centrocampo i rossoblu si rinforzano molto. Pazienza e Guarente rappresentano calciatori importanti per la realtà bolognese. A questi vanno aggiunti gli acquisti del portiere Curci e dei giovani Riverola e Pasquato.
Dunque il Bologna ha tutte le premesse per disputare un campionato più che dignitoso, in cui la salvezza rappresenta l’obiettivo minimo. Il gruppo di Pioli però può stupire essendo in possesso di organizzazione di gioco e di calciatori di qualità.

 

 

 

Rosa:

BOLOGNA
PORTIERI:
1-Curci
25-Agliardi
32-Stojanovic
 
DIFENSORI:
5-Antonson
14-Natali
21-Cherubin
90-Portanova
43-Sorensen
45-Roger
3-Morleo11-Motta
 CENTROCAMPISTI:
4-Khrin
30-Pazienza
6-Taider
13-Pulzetti
17-Guarente
28-Riverola
20-Abero
8-Garics
33-Konè
12-Pisanu
 
ATTACCANTI:
23-Diamanti
11-Gabbiadini
10-Gilardino
9-Acquafresca
77-Pasquato
7-Gymenez77-Paponi
 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistemi di gioco utilizzati in stagione:
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Il Bologna, contrariamente a quanto si potesse pensare, ha incontrato molti ostacoli ad inizio stagione. Difficoltà probabilmente dovute alla giovane età dei componenti della squadra e alla necessità di tempo per inserire i nuovi arrivati.
Dal punto di vista tattico Pioli inizia le prime due partite in stagione, entrambe perse, con il sistema 1-3-4-1-2. Questo sistema, a mio avviso, provocava problemi al Bologna sia di inferiorità numerica a centrocampo che in marcatura in area di rigore dove non sempre i tre difensori riuscivano a scalare tempestivamente sugli avversari.
Pioli quindi opta per l’1-4-3-2-1, albero di Natale con Agliardi in porta, difesa a quattro con Motta a destra, coppia di centrali composta da Sorensen e Antonson, e Cherubin (o Morleo) a sinistra. A centrocampo Pioli cambia spesso affidandosi soprattutto a Taider e Guarente in grado di dare quantità e qualità. Qualità assolutamente garantita dai due trequartisti Kone, sul quale Pioli crede molto, e Diamanti, stella della squadra. Terminale del gioco rossoblu è Alberto Gilardino.
Di recente Pioli si è affidato ad una formula ancora più offensiva che vede il solo Diamanti sostenere due punte come Gilardino e Gabbiadini (con Acquafresca pronto a subentrare).
Il calcio praticato da Stefano Pioli è molto semplice ed efficace. Le sue squadre si contraddistinguono per una ottima organizzazione di gioco in cui i calciatori sanno sempre in che modo interpretare le varie situazioni che fronteggiano. L’obiettivo è che tutti partecipino al recupero della palla per poi ripartire con qualità ed, appunto, organizzazione. I calciatori di cui il tecnico parmigiano dispone, gli consentono grande varietà di soluzioni tattiche.

 

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla:

Obiettivo della squadra è schierare i quattro calciatori di difesa in linea con i centrocampisti che vanno ad accorciare sui portatori di palla.
A mio avviso il Bologna è una squadra che ha bisogno di difendere non troppo alta perché i suoi difensori basano il loro gioco soprattutto sulla presa di posizione e sulla forza fisica. Pertanto, grande è il rischio, qualora si difendesse lontani dalla porta, di lasciare una porzione di campo ampia agli attaccanti avversari in profondità. Anche questo è uno dei motivi per i quali, credo, il Bologna abbia abbandonato la difesa a tre. FIG
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Quando invece quattro difensori difendono quasi in area di rigore è necessario avere massima attenzione, evitando di lasciare liberi calciatori che si inseriscono alle spalle dei difensori stessi. E’ fondamentale che il centrocampista lato palla vada ad aggredire il portatore per non creare una situazione di libertà e possibilità multipla di giocata. FIG
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Da sottolineare, a mio avviso, che Pioli adotta questo schieramento a quattro difensori anche perché dodici squadre su diciannove adottano il sistema 1-3-5-2 (o variante di esso) e, attraverso la difesa a quattro, è possibile tamponare le sortite e le sovrapposizioni degli esterni avversari con l’ausilio dei centrocampisti interni, senza che una delle due punte insegua gli avversari per troppi metri di campo.

Il lavoro dei centrocampisti in fase di copertura è enfatizzato da questa situazione in cui il centrocampo rossoblu si fa tagliare fuori da un semplice controllo orientato del calciatore avversario che serve un compagno smarcatosi tra le linee. FIG
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Il lavoro dei centrocampisti risulta dunque fondamentale in questo sistema di gioco in fase di non possesso. Sono loro che garantiscono raddoppi continui sia centralmente che in zona esterna. Il trequartista è utilizzato per schermare possibili fonti di gioco avversarie.

-Fase di possesso palla:
Le squadre di Pioli, in particolare il Bologna, cercano sempre di costruire gioco dal basso. Protagonisti degli schemi offensivi dell’1-4-3-1-2 del tecnico sono sicuramente i difensori esterni che spingono molto attaccando lo spazio a loro disposizione. FIG
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Altra caratteristica sono i centrocampisti a rimorchio dell’azione. In particolare Taider, ma anche lo stesso Guarente, spesso accompagnano l’azione sfruttando la liberta di movimento di cui godono i trequartisti. FIG
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Ma è soprattutto nei tre attaccanti (trequartista/i e punta/e) che il Bologna può mettere in pratica le sue trame offensive.
Gilardino resta sempre il terminale finale dell’azione rossoblù o la sponda alle giocate dei suoi compagni.
Diamanti e Konè, quando schierati insieme, cercano di andare a creare superiorità numerica in zona palla con scambi nello stretto volti ad attaccare la profondità. FIG
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Od anche attaccare simultaneamente la porta con uno che rifinisce l’azione e l’altro che, dalla parte opposta, si propone per cercare di concluderla. FIG
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Quando invece vengono schierate due punte una di esse è spesso Gabbiadini. Il talento juventino è molto intelligente tatticamente, alterna movimenti in cui attacca la profondità raccogliendo suggerimenti centrali o dall’esterno (come in occasione del gol a Napoli) a movimenti “ad uscire” in cui riceve palla defilato aprendo così lo spazio all’inserimento senza palla del trequartista o di uno dei centrocampisti. FIG

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Metterei la figura del goal di Kone’ al Napoli in rovesciata.

 

Transizioni:

La qualità di alcuni suoi calciatori come Diamanti, Taider, Kone e Gabbiadini consente al Bologna di essere particolarmente pericolosa in fase di transizione positiva.
Il regista avanzato di questa fase è Diamanti, capace di illuminare il gioco con splendide aperture o con i suoi stessi movimenti sempre ad attaccare lo spazio lasciato libero dagli avversari. FIG

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Come sottolineato precedentemente è fondamentale il lavoro dei centrocampisti. Qualora la distanza tra il reparto difensivo ed i centrocampisti fosse troppo ampia si potrebbero creare situazioni pericolose in cui il Bologna potrebbe soffrire, come e’ avvenuto. Situazione di centrocampista avversario a rimorchio non servito (FIG) o di attacco frontale alla difesa stessa.

Palle inattive:

In fase di palla inattiva a favore il Bologna porta a saltare in area 5 calciatori sfruttando l’altezza dei suoi difensori Sorensen, Antonson, Portanova, Natali e la scelta di tempo di Gilardino e di un centrocampista. Le battute tagliate di Diamante sono rivolte quasi tutte verso il cuore dell’area di rigore.
Di seguito sono mostrate una situazione di punizione a favore in cui il Bologna è andato in gol. Fig1

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Queste caratteristiche sono sfruttate dai calciatori rossoblù anche in situazione di palla inattiva contro. Vanno a saltare in sei o sette con Diamanti e Gabbiadini pronti per sfruttare una potenziale ripartenza (su corner) e Gilardino sul vertice dell’area piccola.
La situazione descritta in figura mostra un gol subito dai bolognesi su punizione contro dalla trequarti. FIG

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OPINIONI E SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITA’):  

 

Il Bologna, soprattutto ad inizio campionato, ha mostrato un rendimento al di sotto delle proprie potenzialità e delle aspettative della critica. Difficoltà dovute all’inserimento dei nuovi calciatori ed a un sistema di gioco che non riusciva ad essere interpretato al meglio. Difesa troppo alta con rischio eccessivo di offrire la profondità agli attaccanti avversari, centrocampisti esterni che non riuscivano a coprire i tanti metri di campo di loro competenza e seconda punta che doveva inseguire gli esterni avversari per non lasciare il proprio centrocampista esterno in situazione di parità o inferiorità numerica.
Bravo il tecnico Pioli a intuire la strada da percorrere affidandosi ad un sistema di gioco già noto al tecnico parmigiano. Partita dopo partita il Bologna ha compiuto dei miglioramenti fino ad arrivare alla partita con la Sampdoria a Genova, dove per novanta minuti i rossoblù hanno giocato in inferiorità numerica. Lì si è riapprezzato lo spirito di squadra e il sacrificio che ha contraddistinto il Bologna lo scorso anno.
Punto di forza degli emiliani è sicuramente l’organizzazione di gioco sia in fase offensiva che difensiva. Partita dopo partita si è notato il maggior coinvolgimento dei difensori esterni sempre a supporto della manovra e degli inserimenti dei centrocampisti negli spazi. Altro punto di forza dei rossoblù è il reparto offensivo. Diamanti, Gilardino, Gabbiadini, Acquafresca, Gimenez, Konè sono calciatori di assoluto valore e consentono a Pioli di ragionare su molte soluzioni diverse tra loro.
In particolare Diamanti è una vera e propria spina nel fianco per le difese avversarie. Veloce, rapido e tecnico, incaricato di battere ogni calcio piazzato dove il Bologna crea sempre situazioni pericolose. Gilardino è il finalizzatore delle trame offensive bolognesi e sembra aver ritrovato, in questa stagione, lo smalto di un tempo.
Come criticità possiamo denotare il tempo impiegato per trovare il giusto assetto di squadra. Passando dall’1-3-4-1-2 al -1-4-3-1-2 sono stati riscontrati miglioramenti in entrambe le fasi di gioco anche se ci sono volute varie partite per ritrovare lo spirito di sacrificio e consapevolezza che sembravano smarrite ad inizio campionato.
Il sistema di gioco 1-4-3-1-2 può trovare difficoltà quando vengono affrontate squadre che giocano molto sulle corsie esterne e con attaccanti che galleggiano sulla linea di fuorigioco pronto a sfruttare la poca rapidità dei difensori bolognesi.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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