JUVENTUS: analisi tecnico-tattica fasi di gioco sino alla fine del girone di andata

Immagine

APPROCCIO ALLA STAGIONE:

La Juventus campione di Italia si presenta ai nastri di partenza forte della straordinaria annata che ha visto i bianconeri trionfare in maniera indiscussa e da imbattuta, vincendo lo scudetto dopo sei anni di astinenza. La società di corso Galileo Ferraris grazie al gioco espresso ed alla profondità della sua rosa ha i favori del pronostico. La società bianconera è assolutamente all’avanguardia,ormai proiettata verso i vertici europei. Il nuovo stadio, la politica marketing, un eccezionale staff tecnico e l’attenzione meticolosa verso tutte le componenti riguardanti la vita sportiva della Juventus rappresentano la base dei successi bianconeri.  L’ambizione e la decisione del presidente Andrea Agnelli e la competenze del direttore dell’area sport Giuseppe Marotta e del suo fidato Fabio Paratici sono perfettamente mescolate.
In panchina Antonio Conte rappresenta uno dei migliori tecnici Italiani, capace di attirare su di sé la curiosità e l’interesse, soprattutto per quanto riguarda i metodi di lavoro, di grandi club internazionali. L’allenatore leccese ha però vissuto una estate molto difficile, vittima delle assurde sentenze della giustizia sportiva che hanno impedito la presenza domenicale, con tutto quello che ne consegue, per quattro mesi al gladiatore Juventino.  E’ in questa occasione che viene fuori più che mai la compattezza dei calciatori e soprattutto della “squadra invisibile”: lo staff tecnico. Massimo Carrera prima ed Angelo Alessio dopo sostituiscono in maniera impeccabile mister Conte, il cui lavoro settimanale resta assolutamente meticoloso e decisivo. Questa squalifica ingiusta, a mio avviso, ha mostrato come Conte, oltre ad un motivatore, sia un sopraffino stratega. La squalifica ha costretto l’ex capitano della Juventus a migliorare ancor più le sue abilità di pianificazione, strategia e previsione degli avvenimenti cosa che, visti i risultati, sembra perfettamente riuscita a mister Conte.
La Juventus vuole, in sede di mercato, perfezionare una rosa già completa nel rispetto dei costi di gestione. Gli acquisti sono assolutamente mirati. In difesa arriva Lucio, svincolatosi dall’Inter, ritenuto in grado di dare quell’esperienza internazionale al reparto difensivo necessaria per affrontare tre competizioni. Il centrocampo, nonostante sia stato il punto di forza dei bianconeri, vede gli arrivi di Isla ed Asamoah dall’Udinese. Inoltre viene prelevato a parametro zero il francese classe novantatre Paul Pogba dal Manchester United. Nel reparto offensivo, sempre oggetto di critiche, i bianconeri riscattano Giovinco, ritenuto pronto per il grande salto, e completano il reparto con l’acquisto di Niklas Bendtner.
Lasciano Torino i soli Borriello ed Estigarribia, i cui prestiti non vengono rinnovati o risolti.
Capitolo a parte merita l’addio di Alessandro Del Piero che dopo venti anni lascia la Juventus dopo aver battuto ogni record e aver scritto le pagine forse più importanti dell’intera storia bianconera, lunga centoquindici anni.
La Juventus ritorna in Champions League dopo due anni di assenza con i critici che nutrono scetticismo circa la gestione delle tre competizioni, cosa che i bianconeri puntualmente smentiscono.
L’obiettivo dichiarato è quello di riconfermarsi in campionato. Ripetersi è sempre una impresa più ardua rispetto alla prima vittoria. Altro fondamentale obiettivo è ben figurare in Champions League con l’obiettivo di superare il turno e di ripetere le prestazioni dei bianconeri in campionato. Anche la coppa Italia è un obiettivo dei bianconeri che vogliono rifarsi dopo la finale persa dello scorso anno.
La stagione parte subito nel migliore dei modi con la finale di Super Coppa Italiana vinta a Pechino in maniera assolutamente meritata per quattro a due sul Napoli.
La Juventus, così, riprende la nuova stagione così come la aveva lasciata, alzando al cielo un trofeo.

ROSA:

JUVENTUS
PORTIERI:
1-Buffon
30-Storari
34-Rubinho
 
DIFENSORI:
15-Barzagli
4-Caceres
19-Bonucci
2-Lucio
39-Marrone
26-Lichtsteiner
3-Chiellini
CENTROCAMPISTI:
21-Pirlo
23-Vidal
8-Marchisio
22-Asamoah
6-Pogba
7-Pepe
24-Giaccherini
11-De Ceglie
33-Isla
20-Padoin
 
ATTACCANTI:
27-Quagliarella
9-Vucinic
12-Giovinco
32-Matri
17-Bendtner
 
 

                          

 

 

 

 

 

 

 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistema di gioco:

ImmagineImmagine

Già a partire dalla parte finale dell’ultima stagione il sistema di gioco di riferimento è l’1-3-5-2. Buffon tra i pali, difesa a tre con Barzagli in posizione di centro destra, Bonucci al centro e Chiellini centro sinistra. A centrocampo Pirlo è il regista davanti alla difesa che detta i tempi del gioco e smista fantastici palloni su tutto il fronte offensivo. Ai suoi lati Vidal, a destra, e Marchisio, a sinistra, sono le mezze ali a tutto campo. Gli esterni di centrocampo sono lo svizzero Lichtsteiner a destra e il nuovo acquisto Asamoah a sinistra, reinventato da Conte in questo ruolo. La coppia di attaccanti cui il tecnico leccese si affida più di frequente è quella composta da Giovinco e Vucinic.
La Juventus ha dei principi di gioco molto chiari e marcati che la caratterizzano in Italia ed anche, ormai, in Europa. E’ una squadra che come imperativo ha quello di fare la partita mantenendo un baricentro molto alto che costringa gli avversari a difendersi in maniera serrata. Insistenza, pressione ed intensità sono le parole chiave del gioco bianconero.
Bisogna sottolineare come la Juventus spesso interpreti questo sistema di gioco come un 1-3-3-4 interpretando in maniera molto moderna il sistema di base 1-3-5-2 che la maggior parte delle squadre, in Italia, interpreta con altri principi di gioco.
Di rado Conte ritorna all’1-4-3-3 utilizzato nella prima parte della stagione scorsa soprattutto per il lungo infortunio che ha costretto Simone Pepe ai box per oltre quattro mesi.

 

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla: 

Già quando hanno la palla i calciatori si dispongono al meglio per evitare di trovarsi impreparati nel momento in cui la palla dovessero averla gli altri. Infatti Conte cura molto le coperture preventive soprattutto dei tre difensori centrali che sono disposti spesso a rischiare l’uno contro uno essendo molto abili nella tattica difensiva individuale (presa di posizione e uno contro uno).FIG
Immagine

I tre centrali hanno caratteristiche complementari: Barzagli molto forte in marcatura, Bonucci in impostazione e Chiellini nell’anticipo. Abili tutti sui palloni aerei.

In fase di non possesso i centrocampisti esterni danno manforte al reparto arretrato aggiungendosi alla linea difensiva quando necessario anche se il loro compito a mio avviso è prettamente offensivo, essendo offensivo il modo di giocare di Conte. FIG
Immagine

Mi sembra fondamentale sottolineare ulteriormente che la Juventus è forse l’unica squadra che, giocando con questo sistema di gioco, accetta l’uno contro uno difensivo confidando molto nelle abilità individuali dei suoi difensori.

Altra caratteristica da sottolineare è il “tremendismo” che ha reso celebre la vecchia signora lo scorso anno. La squadra cerca di mantenersi sempre molto corta e soprattutto alta con la prima linea di pressing che parte sin dagli attaccanti. FIG
Immagine

E’ infatti impressionante il numero di palloni recuperati nella metà campo avversaria.

Durante alcune partite della stagione in corso, ad esempio contro Fiorentina Inter e Milan, i bianconeri hanno sofferto non poco le squadre che aggredivano molto alto il giro palla dei difensori. Questo costringeva i calciatori juventini a non commettere alcun errore tecnico per evitare di essere immediatamente in superiorità o inferiorità numerica una volta perso il dominio della palla. FIG
Immagine

Nel complesso stupisce lo spirito di squadra dei calciatori juventini aiutati da una condizione fisica spesso più che positiva grazie agli allenamenti di resistenza alla velocità del professor Bertelli. Ma questo meriterebbe un capitolo a parte.

 

-Fase di possesso palla:

In questa fase la Juventus può vantare una condizione che in pochi hanno: il doppio play. Pirlo è ovviamente il calciatore di più qualità dell’intera rosa bianconera capace di dettare i tempi di gioco e di smistare palloni su tutto il fronte offensivo. Una giocata provata più volte è il lancio dell’ex calciatore milanista per la profondità degli attaccanti. FIG
Immagine

Le squadre avversarie spesso gli riservano marcature a uomo con uno o più uomini che hanno lo scopo di limitarlo fortemente. Qui entra in gioco l’ottimo Leonardo Bonucci, difensore centrale dotato di una ottima tecnica, che riesce ad impostare il gioco avanzando liberamente con Pirlo che si decentra anche se in posizione leggermente più arretrata rispetto al regista campione del mondo.

La Juventus cerca infatti sempre di fare la partita. Il giro palla coinvolge tutti, dal portiere Buffon ai tre difensori. Barzagli e Chiellini si allargano e propongono per creare superiorità in zona esterna. I due centrocampisti esterni, come detto in precedenza, garantiscono massima ampiezza andando oltre la linea dei centrocampisti a ricevere palla creando una sorta di 1-3-3-4 in cui spesso sono direttamente coinvolti nell’azione offensiva. FIG
Immagine

Come ogni squadra anche la Juventus ha i suoi schemi offensivi “stereotipati”. Tipico movimento di uscita difensiva è quello che vede i difensori centrali laterali portare palla e prolungare sul centrocampista esterno che prova lo scarico o sulla mezz’ala di parte o direttamente su Pirlo. A questo punto scattano quelli che sono i movimenti delle due punte, spesso complementari in cui uno viene incontro e l’altro attacca la profondità. Fondamentale è che uno dei centrocampisti accompagni l’azione per cercare di effettuare un dai e vai con ricerca del terzo. FIG
Immagine

Altro tipico schema è quello di uno dei due attaccanti centrali che viene fuori o si allarga consentendo l’inserimento centrale di una delle mezze ali bianconere con l’altro attaccante che effettua il movimento opposto. FIG
Immagine

Proprio l’inserimento dei centrocampisti a rimorchio dell’azione è uno dei marchi di fabbrica della Juventus. Marchisio e Vidal sono calciatori eccezionali in questo senso con rendimento in zona gol degno di ottimi attaccanti.
Il concetto fondamentale che il miglior attaccante della Juventus è lo spazio. Sempre da aggredire con grande cattiveria agonistica da tutti i calciatori che interpretano il gioco offensivo. FIG
Immagine

Una citazione particolare, oltre agli ottimi Giovinco e Quagliarella, la merita Mirko Vucinic vero e proprio fulcro del gioco bianconero. L’attaccante montenegrino è il primo calciatore che imposta il pressing ultra offensivo, è dotato di tecnica sopraffina ed è molto intelligente tatticamente. Infatti grazie ai suoi movimenti libera spazi che i centrocampisti aggrediscono catalizzando su di se l’attenzione avversaria. Molto efficace anche quando subentra a partita in corso e abile nel ricevere palla tra le linee dove le marcature avversarie non arrivano tempestivamente. FIG
Immagine

In questa fase la Juventus mescola tutti i principi necessari. Ampiezza garantita dagli esterni di centrocampo, profondità dai movimenti degli attaccanti ed inserimenti continui da parte dei centrocampisti. Questo è il motivo per il quale i bianconeri mandano in gol quasi tutti i componenti della rosa in una stagione.

PALLE INATTIVE :

Le palle inattive a sfavore hanno visto i bianconeri di Conte soccombere poche volte. Oltre al fatto che la Juventus concede ben poche palle inattive, avendo la palla per la maggior parte della gara, sfrutta le caratteristiche di molti suoi calciatori. Infatti Barzagli, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Marchisio e Vucinic stesso con eventualmente Pogba, Caceres e Quagliarella garantiscono centimentri e scelta di tempo nello stacco.
In questo esempio osserviamo una situazione di corner a sfavore. Giovinco si posiziona vicino la battuta, Marchisio sul palo pronto ad uscire e Vucinic sul vertice dell’area piccola. Asamoah copre eventuali palloni corti e Pirlo stazione al limite dell’area. I quattro marcatori diretti sono appunto Barzagli, Chiellini, Bonucci e Lichtsteiner con Padoin a seguire l’avversario che parte dal limite dell’area.
Gli uomini che vanno a saltare sono dunque cinque con l’aggiunta di Vucinic. FIG
Immagine

L’unica situazione che ha visto la Juventus in difficoltà quest’anno si è verificata a Firenze dove i viola, grazie ai preziosi schemi sempre diversi di Gianni Vio, hanno colto una traversa con Jovetic partito sul secondo palo andando a chiudere sul primo. FIG
Immagine

Su situazione di palla inattiva a favore la Juventus ha mostrato varietà, senza però eccedere. Molto ripetuta è la battuta corta, generalmente tra Pirlo e Giovinco, con i due che possono rendersi pericolosi sfruttando la loro tecnica unita all’abilità nel dribbling.
I calciatori di cui la vecchia signora dispone sono anche in grado, con una singola giocata, di risolvere situazioni su palla inattiva con gesti tecnici importanti. E’ il caso di Quagliarella che già due volte è andato in gol su corner in stagione (Chievo e Pescara) sfoderando due fantastiche rovesciate nel cuore dell’area dopo aver sfruttato i blocchi dei compagni. FIG
Immagine

Generalmente sono cinque o sei i calciatori che vanno ad occupare l’area avversaria.

In questa situazione cinque calciatori vanno in area a saltare con Bonucci sul secondo palo che, sfruttando i blocchi dei suoi compagni ed il movimento di Vucinic ad andare incontro al battitore, effettua un movimento a mezza luna calciando di prima in porta il pallone passato da Pirlo. FIG

OPINIONI E SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITA’):

La Juventus è una squadra ormai completa. La sua qualità di gioco e lo spirito di squadra che mostra la rendono quasi inadeguata al campionato Italiano. Non è solo il ritrovato spirito juventino quanto la qualità ed il modo di interpretare il calcio da parte della squadra a rendere la vecchia signora la vera novità del calcio nazionale e forse anche internazionale. Il modo di giocare della Juventus mostra una sorta di irriverenza verso gli avversari. Squadra estremamente organizzata ed insistente ed allo stesso tempo divertente con un unico imperativo: comandare la partita.
Si è tanto discusso di Antonio Conte e della sua capacità di infondere nei nuovi calciatori juventini il DNA bianconero che lui conosce bene. Questo è innegabile. Ma credo che la vera abilità di Conte, quella che fa la differenza, sia nell’organizzare dal punto di vista tattico la squadra durante i duri ed interessantissimi allenamenti nel centro sportivo di Vinovo dove lo staff tecnico cura in modo maniacale ogni singolo dettaglio.
Sarebbe facile trovare dei punti di forza nei bianconeri. Il primo credo stia nei principi e sotto principi di gioco scelti dall’allenatore bianconero. La capacità di essere una squadra assolutamente offensiva, l’unica a praticare una sorta di 1-3-3-4, ma allo stesso tempo sempre coperta rappresenta un’ arte che , dal punto di vista tattico, tutti vorrebbero raggiungere. In Italia più della metà delle squadre adottano la difesa a tre, ma solo la Juventus, ed ultimamente anche la Fiorentina di Montella, interpreta questa difesa letteralmente. La modernità sta nel fatto che sono i difensori centrali laterali ad occuparsi degli esterni offensivi, visto che i centrocampisti esterni sono spesso oltre la linea dei loro compagni di reparto.
La pressione costante e l’insistenza con la quale la Juventus vuole sviluppare trame offensive è un marchio di fabbrica che ormai caratterizza i bianconeri.
Di notevole importanza è il lavoro degli esterni di centrocampo che garantiscono ampiezza e profondità allo stesso tempo. In questa stagione è notevolmente aumentato il numero dei tiri in porta e delle azioni offensive anche grazie ad attaccanti come Vucinic, Giovinco e Quagliarella che si sacrificano molto e con continui movimenti aprono spazi in cui si inseriscono le mezze ali.
Ciò che credo sia realmente cambiato è l’autostima e la consapevolezza dei propri mezzi che i calciatori hanno visto aumentare. Infatti in questa prima parte di stagione la Juventus ha vinto molte partite in maniera più razionale rispetto allo scorso anno, senza ricorrere a quel “tremendismo” irriverente che spaventava gli avversari, senza mai mettere in secondo piano fame e rabbia agonistica.
Molto positivo è stato anche l’impatto europeo. La Juventus è riuscita a vincere un girone impegnativo con un sistema di gioco che in Europa non solo non pratica quasi nessuno ma sembra non essere nemmeno contemplato. Sconfitto anche lo scetticismo dei critici, per non dire gufi, che ritenevano i bianconeri incapaci di gestire le tre competizioni.

Ogni squadra che si avvicina a livelli molto alti rischia di scoprire le proprie lacune o i propri limiti. L’organizzazione di gioco conferita da mister Conte tende a nascondere piccoli difetti. La Juventus ha una ottima qualità media, soprattutto omogenea tra i reparti, ma non eccezionale. Non troviamo calciatori bianconeri nei primi posti della classifica cannonieri o assist e non vi è un unico calciatore in grado di cambiare da solo le sorti di una partita. Buffon è un portiere, Pirlo è oggetto di attenzioni particolari degli avversari e Vucinic è sempre alla ricerca di continuità definitiva. La squadra dipende dalla sua stessa perfetta organizzazione, più che sufficiente per essere competitiva in Italia. Come tutte le squadre vincenti e temibili la Juventus è oggetto di studi ed analisi degli avversari. Dal punto di vista tattico quando alcune squadre hanno pressato in maniera aggressiva il giro palla, già a partire dai difensori, ombrando Pirlo, i bianconeri sono andati in difficoltà essendo costretti a sviluppare il gioco sulle catene esterne, anch’esse coperte. Emblema di questa situazione tattica è la partita casalinga contro l’Inter ed in parte quella a San Siro contro il Milan.  Anche la Fiorentina ha messo in seria difficoltà i bianconeri praticamente “copiando” il modo di giocare dei bianconeri.
Una difficoltà che ho riscontrato in questo avvio di campionato è la tendenza ad abbassare il livello dell’attenzione in alcune partite a “rischio”. Per rischio intendo quello legato ad eventuali distrazioni. Partite come quella contro il Genoa, tre giorni prima dell’esordio Europeo, o quella contro il Milan arrivata tre giorni dopo il grande exploit contro i campioni d’Europa del Chelsea o come quella contro il Cagliari, arrivata prima delle feste natalizie. Soprattutto quella contro la Sampdoria in cui i bianconeri hanno incredibilmente perso in casa dopo essere passati in vantaggio di un gol e di un uomo alla metà del primo tempo
Altro argomento annoso è quello del famoso top-player. E’ ormai chiaro che il valore aggiunto dei bianconeri è rappresentato dal suo allenatore e dalla organizzazione che lo stesso ha conferito alla squadra in cui le individualità possono esaltarsi. E’ altrettanto vero, però, che la Juventus può e deve concretizzare meglio le tante occasioni che crea. Sono più di dieci, in questo avvio di stagione, le occasioni sciupate dai calciatori bianconeri a tu per tu con il portiere. A mio avviso la soluzione è già dentro la Juventus stessa. Gli attaccanti bianconeri hanno nelle loro corde i gol per insidiare i primi posti della classifica cannonieri. Forse poca freddezza, forse la troppa rotazione o l’attenzione verso altri compiti tattici fa si che gli attaccanti bianconeri non finalizzino quanto dovuto. Questo in partite contro avversari particolarmente chiusi o molto abili nel difendere può rappresentare uno svantaggio.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

Tag:, , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: