MILAN: analisi tecnico-tattica delle fasi di gioco sino al termine del girone di andata. Serie A 2012/2013

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APPROCCIO ALLA STAGIONE:
Il Milan di Silvio Berlusconi è stato in estate al centro dell’attenzione a causa della sessione di mercato. Il presidentissimo e l’amministratore delegato Adriano Galliani hanno infatti dato vita ad una vera e propria rivoluzione causata dalla crisi che imperversa nel mondo del calcio (e non solo)e al rosso in bilancio del club di via Turati.  La necessità imposta dai conti rossoneri era quella di ridurre considerevolmente le spesse, abbassando notevolmente il monte ingaggi,cercando allo stesso tempo di ringiovanire la rosa. Così si è arrivati alle cessioni di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva, due tra i migliori calciatori al mondo, ceduti al Paris Saint-Germain per l’irrinunciabile offerta di circa di 60 milioni di euro, risparmiando quasi 60 milioni lordi l’anno nel monte ingaggi.
Inoltre vanno considerate la partenza di Antonio Cassano, in lite con la società, scambiato in città con Pazzini dell’Inter e il mancato riscatto di Aquilani.
A queste cessioni si aggiungono gli adii di veri e propri pilastri della squadra, portatori puri di DNA rossonero. Lasciano infatti il club più titolato al mondo Nesta, Zambrotta, Gattuso, Seedorf, Van Bommel e Inzaghi. Una vera e propria rivoluzione.
Il compito affidato a Massimiliano Allegri, riconfermato alla guida dei rossoneri, è arduo e la piazza non fa mancare il suo dissenso alle operazioni di mercato sopra citate.
La campagna acquisti impostata dal Milan vede gli arrivi di calciatori giovani provenienti da squadre italiane medie come Acerbi del Chievo e Constant del Genoa, e di altri più affermati come l’olandese De Jong, il difensore colombiano Zapata ed il giovane attaccante spagnolo Bojan Krkic, canterano del Barcellona.
A questi va aggiunto, oltre al già citato Pazzini, l’acquisto a parametro zero del nazionale Italiano Riccardo Montolivo, giocatore completo.
Il progetto giovani del Milan include due gioiellini di casa rossonesa come il difensore esterno De Sciglio e il talentuosissimo Stephan El Shaarawy.
Questi grandi cambiamenti provocano molta curiosità nel conoscere il Milan del futuro. Compito dell’allenatore e della società sarà quello di tramandare il DNA milanista ai nuovi arrivati cercando sempre di raggiungere obiettivi importanti dal punto di vista tecnico.  Obiettivo principale sembra quello di riuscire a confermare la presenza rossonera nella prossima Champions League sia per una questione economica che di prestigio al quale il club rossonero è da sempre abituato. La Champions League stessa vede la squadra affrontare un girone non esattamente proibitivo con il chiaro obiettivo di qualificarsi per la fase ad eliminazione diretta.
Altro obiettivo, come precedentemente sottolineato, è quello di far sbocciare giovani interessanti sui quali costruire il Milan del futuro.

Rosa:

 

 

 

 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistemi di gioco utilizzati:

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Come possiamo notare Massimiliano Allegri ha utilizzato vari sistemi di gioco nella ricerca della giusta quadratura e di un modello che potesse assicurare di esprimere tutta la qualità della rosa rossonera.
Le cessioni e gli acquisti dell’ultim’ora sembravano aver convinto il tecnico toscano a puntare sull’1-4-3-3, sistema di gioco che sembrava più adatto alla rosa con lo spagnolo Bojan utilizzabile sull’out di destra e il gioiello El Shaarawy opposto ad esso a sinistra.   Ma restavano problemi circa la collocazione di Boateng, giocatore ritenuto fondamentale da Allegri. Le prime uscite dunque hanno visto il Milan affidarsi all’1-4-3-1-2, sistema di riferimento delle ultime due stagioni.  Purtroppo le sconfitte arrivate con questo sistema e le ottime prestazioni di calciatori come El Shaarawy, Emanuelson e Bojan hanno indotto Allegri ad optare per i tre attaccanti. Dopo un rapidissimo passaggio al 3-4-3, adottato per sole due partite, l’allenatore del Milan arriva a schierare l’1-4-3-3, sistema di gioco definitivo. Un 1-4-3-3 atipico perché i tre calciatori offensivi non hanno l’ordine che fa dedurre questo sistema di gioco.
In porta vengono alternati Abbiati ed Amelia. In difesa, complice un lungo infortunio di Abate, la sorpresa è rappresentata dal giovane De Sciglio, classe 1992. Difensore esterno destro (ma anche sinistro con stessa disinvoltura), coppia di centrali composta da Mexes e Yepes (con Acerbi valida alternativa) e Constant schierato nel ruolo di difensore esterno sinistro. A centrocampo l’olandese De Jong funge da schermo difensivo. Ai suoi lati, come mezze ali, agiscono Montolivo, dai cui piedi nascono molte azioni rossonere, a destra e Nocerino a sinistra, più deputato agli inserimenti in zona gol.
In attacco Allegri varia molto i suoi uomini a seconda delle circostante eccezion fatta per Stephan El Shaarawy, vera e propria sorpresa e ragazzo prodigio. Il piccolo faraone prende per mano il Milan con una incredibile media realizzativa ed una personalità da campione affermato. Insieme ad El Shaarawy Allegri alterna i suoi attaccanti preferendo schierare Robinho ed alternando Pazzini, Bojan e Boateng schierato nell’insolita posizione di attaccante esterno di destra o schierato da finto centroavanti cercando di ombrare registi avversari come avviene contro la Juventus di Pirlo.
Ancora ai box Pato che sembra essere in un tunnel dal quale non riesce completamente ad uscire.
Dopo aver consolidato l’1-4-3-3 il Milan consolida un suo stile di gioco fatto di copertura saggia degli spazi e ripartenze veloci e ficcanti, spesso pericolosissime per gli avversari.
E’ assolutamente interessante considerare che quest’anno il Milan dovrà imparare seriamente a giocare di squadra. Nelle precedenti stagioni calciatori del calibro di Ibrahimovic e Cassano tendevano a far prevalere la propria individualità a scapito di una certo tipo di manovra, soprattutto offensiva.

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla:
In questa fase di gioco, ad inizio stagione, il Milan si è mostrato poco attento e determinato nella lettura di alcune situazioni.
In particolare la squadra si mostrava lenta e poco cattiva nel chiudere gli spazi agli avversari che spesso indisturbati andavano alla conclusione da zone pericolose. FIG
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Questa tendenza alla distrazione del pacchetto arretrato, oltre che nelle palle inattive come vedremo più avanti, si denota anche in situazioni in cui gli avversari attaccano la squadra frontalmente in cui basta un semplice movimento senza palla di un attaccante avversario a mandare in tilt i difensori. FIG
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Nel momento in cui, invece, il Milan consolida il nuovo sistema di gioco, si cerca di ovviare a queste amnesie cambiando strategia. Infatti l’obiettivo della squadra sarà quello di difendere con almeno sei o sette calciatori dietro la linea della palla cercando di riconquistarla e di innescare immediatamente i calciatori offensivi pronti per ripartenze fulminee. Questo è possibile solo grazie al grande sacrificio di questi ultimi, pronti a ripiegare e a raddoppiare in zona esterna dando manforte ai difensori. Giocatore tatticamente fondamentale in questa fase, e non solo!, si rivela El Shaarawy che spesso con grande generosità torna indietro ad aiutare i suoi compagni. FIG
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Qualora ciò non dovesse avvenire i difensori si troverebbero in pericolose situazioni di 1vs1.Il sacrificio degli attaccanti è dunque fondamentale nel nuovo Milan di Allegri. FIG
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Infine occorre sottolineare come, in questa fase, il Milan si è dimostrato capace in alcuni match di adottare un pressing offensivo o addirittura ultra-offensivo attraverso il quale impedire giocate “facili” agli avversari cercando di conquistare immediatamente la palla. FIG
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-Fase di possesso palla:
In questa fase di gioco il Milan ha visto notevolmente cambiare i principi e le strategie adottate negli ultimi anni. L’assenza di calciatori come Ibrahimovic e Cassano ha reso difficile la vita anche ad altri calciatori, in particolare Nocerino si inserisce meno spesso rispetto alla passata stagione.
Con il nuovo sistema di gioco il Milan cerca di effettuare una manovra più accerchiante cambiando alternando il fronte di gioco cercando lo scarico finale ed il cambio di fronte allargando le difese avversarie. FIG
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Questa soluzione può essere praticata soprattutto dai calciatori brevilinei come El Shaarawy, Bojan e Robinho abili a inseriersi negli spazi alle spalle dei difensori. FIG
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Il Milan dunque tende a difendersi con ordine per poi ripartire velocemente attaccando gli spazi sia centralmente che lateralmente.
Appena la squadra rossonera supera la metà campo l’obiettivo è quello di effettuare meno tocchi possibili per calciatore cercando di velocizzare la manovra portando più calciatori ad attaccare gli avversari. FIG
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Quando parliamo della fase di possesso palla, e non solo, dobbiamo sottolineare il fantastico lavoro effettuato da El Shaarawy che attraversa una stagione magica in cui sta trascinando il Milan.
Il piccolo faraone è il fulcro del gioco offensivo. Sgomita per riconquistare palla, reimposta l’azione ed è micidiale nei suoi inserimenti e in fase realizzativa.
E’ tatticamente intelligentissimo, va spesso a posizionarsi in zone dove gli avversari, qualora lo marcassero, lascerebbero alle loro spalle porzioni di campo da aggredire.
Riceve spesso palla tra le linee con angolo di ricezione perfettamente aperto per rifinire o calciare. FIG
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Molto bravo ad inserirsi alle spalle dei difensori avversari con cattiveria e precisione. Attacco dello spazio, controllo e conclusione forte e precisa verso la porta: manuale del calcio. FIG
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Transizioni:
Dunque le transizioni rappresentano molto per i rossoneri. In fase difensiva, come abbiamo sottolineato, il Milan ha ottenuto considerevoli miglioramenti rispetto all’inizio della stagione. Riesce a portare un pressing organizzato ai calciatori avversari con il sacrificio dei calciatori offensivi in fase di ripiegamento veloce portandone più possibile dietro la linea della palla. FIG
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Una volta riconquistato il possesso il Milan è molto abile a giocare di prima e a sfruttare eventuali sbilanciamenti degli avversari andando ad aggredire gli spazi con più calciatori. FIG
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Infine è importante sottolineare come uno dei due attaccanti esterni del Milan risulti spesso particolarmente pericoloso,in fase di transizione, cercando di ricevere palla verticalmente tra le linee per sfruttare parità o superiorità numerica. FIG
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Palle inattive:
Le palle inattive contro rappresentano una situazione che il Milan soffre particolarmente. Il problema non è la scarsa fisicità dei calciatori, ma il tipo di marcatura adottata e la scarsa attenzione mostrata.
In varie situazioni possiamo notare come i rossoneri, nonostante in superiorità numerica, non riescono a scalare tempestivamente lasciando liberi anche calciatori non proprio imponenti dal punto di vista fisico. FIG1 e FIG2
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Anche il tipo di marcatura adottata, cioè quella a zona, impone una certa attenzione ed una certa celerità nelle letture difensive. Cosa che non sempre avviene, subendo dei gol. FIG

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SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITà):
Il Milan è dunque una squadra che ha incontrato serie difficoltà nel trovare un assetto giusto che le consentisse il giusto equilibrio valorizzando, allo stesso tempo, gli elementi della sua rosa. Max Allegri ha sperimentato sulla sua pelle varie soluzioni trovando poi un assetto finale che sembra essere affidabile.
Uno dei punti di forza è a mio avviso la capacità ed il coraggio di cambiare che ha avuto il tecnico livornese. Sebbene sia vero che i risultati negativi impongono una riflessione è anche vero che non è facile cambiare le proprie idee, soprattutto tattiche. Allegri è sempre stato un tecnico con idee precise, sia a livello di principi che di sistema di gioco. Dopo alcune “prove” ha capito quale potesse essere l’assetto migliore per ottenere risultati risollevando il Milan da una situazione iniziale di classifica molto difficile. La squadra è ora consapevole della sua forza e soprattutto di ciò che è, non è una vergogna per i rossoneri difendersi e ripartire proprio perché in una fase di transizione generazionale come questa è importante solo fare risultati e far nascere nuove stelle del calcio mondiale come El Shaarawy.
Per quanto riguarda le criticità che attanagliano il gioco rossonero non possiamo non sottolineare le palle inattive. Troppo spesso i rossoneri si sono fatti trovare impreparati al cospetto di calci da fermo contro vari avversari ed in diverse situazioni. In un calcio tattico e con pochi spazi come quello italiano rischiare di complicarsi una partita su calcio piazzato è un rischio che ormai nessuno può permettersi.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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