NAPOLI: analisi tecnico-tattica delle fasi di gioco sino al termine del girone di andata. Serie A 2012/2013

ImmagineAPPROCCIO ALLA STAGIONE:
Il Napoli del presidente De Laurentiis si presenta ai nastri di partenza con poche novità rispetto allo scorso anno.  I partenopei sono reduci da una stagione di alti e bassi in cui la poca continuità in campionato ha portato un quinto posto finale con relativo accesso all’Europa League. Allo stesso tempo la stagione è stata bilanciata dalle importanti prove europee che sono state offerte in Champions League dove il cammino della squadra è terminato ai quarti di finale al cospetto dei campioni del Chelsea.  Spicca il successo in coppa Italia dove, grazie alla vittoria sui campioni di Italia della Juventus, i partenopei si sono assicurati il primo trofeo della gestione De Laurentis. Trofeo che mancava da quasi venti anni.
La prima mossa della società ha visto la conferma dell’intero staff tecnico guidato da Walter Mazzarri, alla quinta stagione in azzurro.
Nella campagna acquisti vengono prelevati calciatori suggeriti dal tecnico livornese che si incastrino alla perfezione nell’1-3-4-2-1.  In difesa arriva Gamberini e a centrocampo lo svizzero Bherami, entrambi dalla Fiorentina.
L’operazione di mercato più importante è senza dubbio la cessione di Ezequiel Lavezzi al Paris Saint-Germain per una cifra superiore ai trenta milioni di euro. Sostituisce il campione argentino Lorenzo Insigne, napoletano, che dopo l’esaltante stagione tra le fila del Pescara ha acceso la fantasia dei tifosi.
Il Napoli dunque può vantare un collaudatissimo impianto di squadra e di gioco, nonché una notevole esperienza essendo una delle squadre di serie A con l’età media più alta.
L’obiettivo dichiarato dalla società è quello di piazzarsi tra i primi cinque posti dando seguito ad un processo di crescita iniziato proprio con l’era Mazzarri. La realtà è che invece il Napoli sente di potersi giocare tutte le armi a propria disposizione non ponendosi precisi obiettivi ma puntando a zone altissime di classifica.
Discorso differente va affrontato per l’Europa League. Mazzarri sostiene che gli alti e bassi del precedente campionato siano stati causati dall’impegno europeo del Napoli. Dunque in Europa giocheranno le seconde linee, quelli che lui non considera come “titolarissimi”.
Piccolissima nota negativa è che anche il Napoli, indirettamente, è finito nel calderone estivo del calcioscommesse causa responsabilità oggettiva per le dichiarazioni dell’ ex tesserato Matteo Gianello. Situazione che il club cercherà di fronteggiare, nonostante una possibile mini-penalizzazione.

 

Rosa:

 

 

 

 

 

 

 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistema di gioco utilizzato:

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Durante la fase che ha preceduto l’inizio del campionato si è molto discusso circa un possibile cambio di sistema di gioco da parte di Mazzarri, con l’arretramento di Hamsik sulla linea dei centrocampisti garantendo così maggiore copertura e fluidità di manovra. In realtà questo cambiamento non si è spesso palesato. Hamsik è infatti un calciatore completo e soprattutto intelligente tatticamente, capace sempre di capire come interpretare le varie situazioni di gioco. A mio avviso è il calciatore fondamentale nel gioco del Napoli.
I partenopei si schierano, quindi, con il solito 1-3-4-2-1 con De Sanctis tra i pali. Difesa con Gamberini centro destra, Cannavaro centrale e Campagnaro (o Britos) sul centro sinistra. In mezzo al campo giocano Inler e Bherami, calciatori le cui caratteristiche si adattano alla perfezione al gioco di Mazzarri. I centrocampisti esterni sono Zuniga sull’out di sinistra e Maggio su quello di destra. E’ in attacco che il Napoli può schierare tutta la sua qualità. Hamsik e Pandev alle spalle del bomber principe della squadra: Edinson Cavani. A questi si aggiunge Lorenzo Insigne, calciatore che con la sua qualità può spezzare partite ed avversari.
Il sistema di gioco non è rigido ma tende ad adattarsi alle diverse situazioni. I due difensori esterni in fase di non possesso si abbassano garantendo di difendere con cinque calciatori. I due centrocampisti restano abbastanza bloccati e, in avanti, gli azzurri danno sfogo ad imprevedibilità e fantasia.
Il Napoli è una squadra che preferisce aspettare l’avversario per poi ripartire con contro-attacchi micidiali dove, con pochi tocchi, si arriva velocemente ad uno sviluppo offensivo pericoloso.
Quest’anno il Napoli ha però compiuto un passo in avanti riguardo ad un certo atteggiamento propositivo, cercando di giocare di più la palla soprattutto al cospetto di avversari importanti.
In linea di massima il Napoli ha determinati principi e linee guida. Trasmissione bassa tra difesa e centrocampo cercando il momento giusto per servire gli esterni di centrocampo in verticale e mai spalle agli avversari. Alternare con lanci lunghi lo sviluppo del gioco cercando di allargare le difese avversarie dove un calciatore come Hamsik può essere devastante con i suoi inserimenti. E infine il contropiede veloce cercando gli attaccanti con verticalizzazioni immediate, vero e proprio punto di forza degli azzurri.
A mio avviso, Mazzarri adotta questo modulo senza mai cambiarlo causa la dislocazione del calciatori che il modulo stesso comporta. Infatti la squadra in fase di possesso ha spesso triangoli di gioco base su cui poter impostare una sorta di manovra. L’obiettivo è che ogni calciatore abbia sempre almeno due appoggi laterali ed uno lungo in profondità, spesso privilegiato. Combinazioni fluide ma equilibrate.

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla:
In fase di non possesso palla il Napoli cerca sempre di difendere in superiorità numerica, abbassando quando necessario, i due esterni i centrocampo. Contro due punte avversarie generalmente l’obiettivo è attaccare con i difensori laterali lasciando la copertura del centrale. Generalmente si dispone ad “L” con una linea di copertura a palla larga. La tattica individuale dei centrali è molto curata. I centrocampisti, specialmente Bherami o Dzemaili (in figura) vanno sempre in pressione sui portatori. FIG
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Possiamo osservare come i due difensori esterni siano in linea con i tre difensori centrali.

Qualche problemino in più nasce quando gli avversari schierano attaccanti in verticale con un uomo che va a giocare tra le linee di centrocampo e difesa. Gli uomini di Mazzarri più volte durante la stagione hanno sofferto questa situazione. FIG
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In questa fase di gioco molto è affidato alle corrette letture dei difensori. Nella situazione in figura la squadra è schierata in maniera corretta, anche se leggermente lunga, e l’attenzione sarà focalizzata sul possibile movimento degli attaccanti avversari alle spalle proprio dei difensori. FIG
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Obiettivo di questa fase è difendere per poi ripartire velocemente.
In tal senso è importante sottolineare le modalità attraverso cui ciò avviene.
I calciatori azzurri tendono a  far giocare la difesa avversaria impedendo che questa riesca a trasmettere palla ai centrocampisti. Si cerca di indirizzare la giocata sull’esterno dove scatta la fase aggressiva del pressing con uno dei tre attaccanti che va sul lato palla ad aggredire.
Il  pressing alto si innesca appena viene persa palla e quando vi è palla contesa con i centrocampisti che salgono tempestivamente attaccando la seconda palla. Importante è il lavoro di centrocampisti e attaccanti che consente ai difensori di riposizionarsi cercando di curare le coperture preventive.

 

-Fase di possesso palla:
La fase di possesso palla è una fase in cui, a mio avviso, il Napoli è ancora perfettibile. Le parole chiave in questa fase sono velocità e dinamismo.
Nelle uscite difensive gli uomini di Mazzarri cercano uscite basse con cambio di settore affidato, generalmente, al difensore centrale Cannavaro che cerca uno dei due esterni o direttamente uno dei tre attaccanti dopo un lancio di 40-50 metri.FIG
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Alzando molto i centrocampisti esterni si ottiene ampiezza anche se ci si espone a contropiedi avversari.

Il Napoli presenta una ampia varietà di schemi partendo con manovra da dietro. Ma quando gli avversari sono schierati dietro la linea della palla la manovra si mostra, spesso, macchinosa e statica con gli azzurri che faticano sviluppare efficacemente le loro trame offensive. FIG
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Il Napoli deve dunque essere molto veloce nell’innescare i suoi attaccanti.
Quando ciò si verifica è possibile osservare una grande varietà di soluzioni.
Marek Hamsik è sicuramente l’uomo chiave degli sviluppi offensivi della squadra di Mazzarri. Tatticamente perfetto riesce sempre a leggere correttamente la situazione. E’ uomo assist capace di innescare la fantasia di Pandev o Insigne e la vena realizzativa di Cavani. Attaccanti che effettuano sempre movimenti complementari. FIG
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Hamsik è sempre pronto ad attaccare gli spazi, inserendosi tra i difensori avversari sia quando l’azione si sviluppa centralmente sia quando si alterna il fronte del gioco in zona esterna. FIG
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Altrettanto importanti nel gioco di Mazzarri sono i tempi ed i modi con cui gli esterni di centrocampo si inseriscono. Uno va a chiudere l’azione sul palo opposto rispetto a dove l’azione stessa si svliluppa, l’altro va al cross o, come mostrato in figura, attacca lo spazio lasciato libero da uno degli attaccanti venuto fuori per imbastire la manovra offensiva. FIG
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Citazione obbligata va ad Edinson Cavani, vero e proprio giocatore ovunque con medie realizzative impressionanti. Viene incontro ai portatori di palla attraendo su di se gli avversari, attacca sempre lo spazio libero con una cattiveria agonistica impressionante, calcia punizioni e rigori ed è micidiale sotto porta.
E’ intuibile come con un calciatore del genere le ripartenze fulminanti del Napoli abbiano una altissima percentuale di realizzazione.

 

Transizioni:
Come sottolineato più volte le transizioni rappresentano il momento fondamentale del gioco del Napoli.
In fase di transizione negativa l’obiettivo è di cercare di riconquistare subito palla già con i tre attaccanti o cercare di rallentare l’azione avversaria. Ciò avviene soprattutto quando gli avversari sono in possesso basso o in fase di palla contesa. Quando gli avversari eludono il pressing azzurro il Napoli va in difficoltà perché gli esterni non riescono spesso a tornare velocemente e si possono creare situazioni pericolose. In particolare, un calciatore avversario che riceve palla tra le linee può attaccare la linea dei tre difensori del Napoli con il taglio esterno di un suo compagno o aiutato da errate letture dei difensori partenopei. FIG1 e FIG2
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Ma è nei contro-attacchi veloci che il Napoli può essere devastante.
La situazione di ripartenza bassa è quella che la squadra predilige: attaccare con molto campo per sfruttare la velocità abbinata alla tecnica dei tre attaccanti e la corsa dei centrocampisti esterni. L’obiettivo è quello di servire verticalmente gli attaccanti nel minor tempo possibile avendo sempre un appoggio largo sul lato palla.  Attraverso queste situazioni, chi porta il contropiede ha sempre più di una soluzione.FIG
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In presenza di ripartenze alte il contropiede è portato da chi riconquista immediatamente palla con i calciatori vicini alla zona-palla che attaccano subito la profondità. FIG
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Palle inattive:
Su calcio piazzato a favore il Napoli cerca di sfruttare i suoi ottimi saltatori e la sua qualità di battuta.
Su calcio piazzato vanno a saltare cinque calciatori cercando sempre di sfruttare una battuta tagliata sul primo palo. FIG
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Su corner a favore notiamo varietà di soluzioni. La prima punta può andare in anticipo sul primo palo con l’uomo sul portiere che sale sul primo palo stesso più due al centro ed uno sul secondo palo.
Altra soluzione è quella con battuta ad uscire cercando una sponda sul secondo palo che immediatamente colpisce la palla verso il centro.
In figura è mostrata una situazione di corner a favore in cui gli azzurri vanno in cinque a saltare e un uomo fuori area per sfruttare il suo gran tiro (Dzemaili o Inler) FIG
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Ma è nelle palle inattive contro che il Napoli ha mostrato serie difficoltà. Tanti sono i gol subiti da queste situazioni negli ultimi anni, troppi per una squadra che vuole puntare al vertice.
Gli errori stanno nel posizionamento ma soprattutto nell’attenzione. Con troppa facilità gli avversari trovano spazi liberi per poter liberamente colpire a rete.
Nella figura 1 i difensori napoletani perdono un calciatore avversario nel bel mezzo dell’area che copisce indisturbato verso la porta andando in gol.
Nella figura 2 ,invece, si fanno attrarre dai movimenti degli avversari sul primo palo ignorando il movimento del calciatore avversario sul secondo palo. FIG1 e FIG2
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SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITA’):

Il Napoli è sicuramente una delle squadre dell’intera Serie A più rodate dal punto di vista tattico. Questo costituisce sicuramente un vantaggio in quanto Walter Mazzarri ha da cinque anni la possibilità di incidere sull’identità e sugli schemi di squadra.
Gli azzurri hanno infatti interpreti ideali per il sistema di gioco adottato. Dal punto di vista tecnico-tattico il vantaggio è costituito, come sopra spiegato, nelle veloci e micidiali ripartenze su cui il gioco napoletano si basa.A questo si abbinano le grandi doti tecniche degli attaccanti: in particolare Hamsik e Cavani.
Sembra riduttivo sostenerlo ma il Napoli è molto forte e pratico solo nelle ripartenze, gioca quasi esclusivamente su questo aspetto ed è trainata in una lotta al vertice dai gol dei suoi unici giocatori di classe Hamsik e Cavani.
Inoltre, sotto la gestione Mazzarri, sono migliorate molto anche le abilità individuali dei difensori.
Da sottolineare, inoltre, il miglioramento della personalità del Napoli in questa stagione. Soprattutto nei grandi eventi la squadra non è sembrata timorosa e impaurita come accadeva negli anni precedenti.
A mio avviso, però, gli stessi punti di forza del Napoli possono tramutarsi in note negative. Ormai gli avversari, soprattutto le grandi squadre, hanno intuito le contromisure da adottare contro i partenopei per limitare quello che è il potenziale degli azzurri. Ciò è evidenziato soprattutto nelle partite perse contro Inter e Juventus. In queste sfide è stata lasciata libertà di iniziativa al Napoli, con i partenopei che si sono dimostrati statici nel possesso palla e con poche soluzioni offensive. In pratica la necessità di giocare sempre in velocità per essere efficaci ha provocato difficoltà nella gestione della palla, soprattutto nel trovare soluzioni offensive con avversari posizionati dietro la linea della palla.
Reparto spesso criticato dai tifosi e dai media è la difesa. Sicuramente questo reparto pecca di calciatori di esperienza internazionale e di valore assoluto. Ma più che per errori individuali, molti gol subiti sono dovuti a situazioni tattiche che il Napoli soffre particolarmente, ad esempio i contro-attacchi avversari. Sembra paradossale ma gli azzurri soffrono molto le ripartenze, in cui sono maestri.
Impostando le ripartenze con i tre attaccanti più i due centrocampisti esterni il Napoli offre in fianco a pericolose ripartenze avversarie.
Altra pecca, come precedentemente sottolineato, sono le palle inattive. Troppi sono i gol concessi dal pacchetto arretrato in questa situazione. In un calcio tanto tattico quanto difficile come quello italiano le palle inattive rappresentano un reale vantaggio competitivo da utilizzare a proprio favore e da non subire.
Emblematica, in questo senso, è la partita contro la Juventus di inizio stagione. Partita tutto sommato discretamente giocata dal Napoli che però a pochi minuti dal termine lascia Caceres su situazione di calcio d’angolo tutto solo in area con l’uruguaiano che batte De Sanctis senza problemi dando la vittoria alla Juventus.
Situazioni assolutamente da correggere e che il Napoli sta migliorando.
Bisognerà vedere, al ritornare dell’Europa League, come gli uomini di Mazzarri reggeranno il doppio impegno fastidioso giovedì-domenica dove mandare in campo le riserve potrebbe rivelarsi una idea non brillante visto che la settimana “tipo” di allenamenti andrebbe comunque a venir meno.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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