PESCARA: analisi tecnico-tattica situazioni di gioco sino al termine del girone di andata. Serie A 2012/2013

ImmagineAPPROCCIO ALLA STAGIONE:

Il Pescara ritorna in serie A diciotto anni dopo l’ultima apparizione. Gli abruzzesi hanno ottenuto questo risultato dopo il fantastico campionato di serie B disputato e vinto contro ogni previsione. Guidati da Zdenek Zeman e trascinati dai gol di Immobile, dall’estro di Insigne e dal talento di Verratti.
Il Pescara, come tutte le piccole realtà improvvisamente catapultate in un campionato più importante, deve subito fare i conti con la dura realtà. Il cambiamento che il presidente Sebastiani ed il direttore sportivo Delli Carri devono affrontare è piuttosto radicale, a partire dalla guida tecnica.
Zdenek Zeman cede alle lusinghe della Roma, suo primo amore, e lascia l’Abruzzo per la capitale. Ma non finisce qui. I gioielli Immobile e Insigne, in prestito da Juventus e Napoli, rientrano alla base ed i biancoazzurri perdono due pedine fondamentali. Anche il talentuoso regista Verratti, pescarese doc, è richiestissimo sul mercato. Viene ceduto al Paris Saint Germain per circa tredici milioni di euro.
Il Pescara perde in una sola sessione la colonna portante che lo ha trascinato in serie A. Oltre a questi importantissimi calciatori lascano l’Abruzzo anche il portiere Anania, il difensore Brosco, il centrocampista Gessa e gli attaccanti Sansovini e Giacomelli.
Per quanto riguarda il mercato in entrata l’obiettivo è acquistare calciatori giovani e talentuosi, all’altezza dei predecessori. Questi vengono individuati nel portiere Perin, prelevato in prestito dal Genoa, nel difensore centrale Cosic, nel centrocampista offensivo Quintero, nelle ali Caprari e Celik e nei talentuosi attaccanti Vukusic e Weiss, prelevato dal Manchester City. Oltre a questi giovani calciatori arrivano in Abruzzo anche il portiere Pelizzoli, i difensori Terlizzi e Modesto, i centrocampisti Blasi e Bjiarnason e gli attaccanti Abbruscato e Johnatas.
Il cambiamento dunque appare radicale e l’obiettivo del Pescara sarà quello di cercare di evitare la retrocessione che i critici danno per scontata.

Panchina:
Per sostituire Zeman, che ha espresso un anno di grande calcio, il presidente Sebastiani si affida al giovane talentuoso Giovanni Stroppa. Il quarantaquattrenne allenatore compie un doppio salto: dal Sud-Tirol in lega pro al Pescara in serie A, merito del suo calcio equilibrato ma offensivo allo stesso tempo.
Il Pescara parte male perdendo tre partite consecutive cui però fanno seguito sei sette punti in tre partite. Una squadra così giovane e con così poca esperienza in serie A è inevitabilmente vittima di alti e bassi. La situazione si mantiene stabile con i biancoazzurri che occupano le ultime tre posizioni. Tra i tifosi cresce, quasi inspiegabilmente, il malumore. Bersaglio delle critiche è proprio mister Stroppa ritenuto troppo giovane ed inesperto e accusato di non aver mai stretto un feeling con la piazza. Dopo due sconfitte, contro Juventus e Siena, Stroppa rassegna le sue dimissioni, inaspettate a dire della società.
Preso atto delle dimissioni la panchina viene affidata a Cristiano Bergodi che parte male ma poi riesce ad ottenere tre vittorie in quattro partite portando la squadra, al termine del girone di andata, ad avere venti punti. Una quota che consente al Pescara di giocarsi le sue carte nel girone di ritorno.

Rosa:

PESCARA
PORTIERI:
32-Pellizzoli
77-Perin
99-Savelloni
 
DIFENSORI:
5-Capuano
6-Romagnoli
25-Cosic
46-Romagnoli
88-Terlizzi
15-Bocchetti
2-Zanon

3-Crescenzi

14-Balzano

 

CENTROCAMPISTI:
4-Cascione
8-Bjarnason
20-Nielsen
18-Colucci
93-Quintero
26-Blasi
11-Modesto
7-Soddimo
 
 
 
ATTACCANTI:
10-Celik
17-Weiss
99-Caprari
22-Vukosic
9-Abbruscato
 
 

 

 

 

 

 

 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistemi di gioco utilizzati in stagione:
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Giovanni Stroppa parte con una squadra piuttosto offensiva schierando il sistema di gioco 1-4-3-2-1, con il giovane Perin tra i pali, difesa a quattro con Zanon a destra, coppia di centrali composta da Terlizzi e Cosic e Modesto a sinistra. Centrocampo a tre con Colucci vertice basso e Cascione e Bjiarnason ai suoi lati. Quintero e Weiss (con Caprari pronto a subentrare) dietro l’unica punta Abbruscato (o Johnatas). La partenza negativa fa riflettere ma non cambiare idea all’allenatore ex Sud Tirol. In realtà il Pescara non esprime un calcio spiacevole ma è continuamente vittima di errori dei suoi calciatori, dovuti sia ad inesperienza che a distrazioni che gli abruzzesi pagano a caro prezzo.
Breve il passaggio al sistema di gioco 1-3-5-2 ritenuto in grado di garantire più equilibrio e copertura, cosa che però non avviene.
Il nuovo tecnico Cristiano Bergodi non cambia più di tanto lo schieramento tattico. L’unico cambiamento sta nell’inserimento di un calciatore in posizione da trequartista dietro i due attaccanti. Il cambiamento vede protagonisti più i calciatori che il sistema di gioco. In mezzo al campo, ad esempio, il brasiliano Togni prende le redini del gioco dettando i tempi e smistando palle importanti su tutto il fronte offensivo. Analogo discorso vale per lo svedese Celik il cui atteggiamento non era troppo gradito al tecnico Stroppa.

 

 

 

 

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla: 

La fase difensiva ha visto il Pescara spesso sofferente. A mio avviso il modo di difendere degli Abruzzesi con Stroppa alla guida non era sbagliato. Ciò che è assolutamente mancata è l’attenzione nell’interpretare determinate situazioni. In questo esempio possiamo osservare come la difesa sia perfettamente schierata nei suoi quattro difensori e nei tre centrocampisti. Ciò nonostante, una disattenzione grossolana del difensore centrale fa subire gol ai biancoazzurri FIG
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Stesso discorso per quanto concerne gli inserimenti alle spalle dei difensori laterali. Soprattutto nelle primissime giornate di campionato (contro Inter e Sampdoria in casa ndr) i difensori Abruzzesi si sono spesso fatti sorprendere alle loro spalle a causa di una scarsa attenzione ma soprattutto di una scorretta postura del corpo. FIG
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Semmai la criticità che possiamo attribuire al Pescara di Stroppa è lo scarso apporto dei tre calciatori offensivi in fase difensiva, con la squadra spaccata tra centrocampo e attacco. Credo che Stroppa sia stato consapevole di questo rischio ma non ha voluto rinunciare alla sua qualità offensiva.
Breve il passaggio al sistema di gioco 1-3-5-2 utilizzato contro Juventus e Siena, le ultime partite di Stroppa alla guida dei pescaresi. FIG
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Questo sistema aveva l’obiettivo di garantire più copertura sia centrale con tre difensori e  tre centrocampisti quasi schiacciati su di essi, sia laterale con i due centrocampisti esterni sempre pronti a scalare sulla linea dei difensori. I miglioramenti non sono avvenuti. Anche con questo schieramento il Pescara ha lasciato troppi spazi alle iniziative avversarie mostrando soprattutto marcata sofferenza nelle palle lanciate nello spazio in profondità alle spalle dei difensori.

Anche con Bergodi sono affiorate lacune difensive. Nella partita contro il Catania, ad esempio, azioni pericolose sono arrivate tutte a difesa pescarese schierata con i calciatori che si facevano attrarre troppo dalla palla “dimenticandosi” degli avversari. FIG
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-Fase di possesso palla:

Stroppa è sicuramente un allenatore con idee propositive. Il suo sistema di gioco prevede anche una costruzione bassa dell’azione ed il coinvolgimento dei difensori esterni sempre pronti a proporsi e sovrapporsi. I problemi difensivi però hanno costretto il Pescara ad occuparsi più della fase difensiva soprattutto contro avversari più forti tecnicamente, che tenevano palla trascorrendo la maggior parte del tempo nella metà campo abruzzese.
Attaccando con un 1-4-3-2-1 l’obiettivo era quello di servire Quintero tra le linee o Weiss nei suoi continui movimenti senza palla. FIG
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Quando il Pescara riesce a rubare palla, la tecnica e l’estro di Quintero ma soprattutto la velocità ed i movimenti senza palla di Weiss (o di Caprari) possono rivelarsi letali per gli avversari. FIG
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Il coinvolgimento nell’azione dei difensori esterni ed il contemporaneo inserimento senza palla di uno dei centrocampisti, principalmente Cascione e Bijarnason, ha portato il Pescara al gol in più di una situazione ad esempio nelle gare contro Juventus e Napoli. FIG
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Con il nuovo allenatore le trame biancoazzurre non sono molto cambiate. In fase di possesso è stato più volte provato un calciatore, prevalentemente Weiss, alle spalle di due attaccanti anche se per caratteristiche lo slovacco tende ad allargarsi. Come già sottolineato ad inizio capitolo, la cura Bergodi ha soprattutto toccato l’orgoglio nella squadra. Dal punto di vista tecnico,  il trequartista e la difesa più compatta hanno garantito più equilibrio soprattutto in casa.
Altra annotazione importante è la fiducia che ultimamente il tecnico romano sta concedendo al regista Brasiliano Togni, sempre pronto a ricevere palla per dettare i tempi del gioco e smistare palle su tutto il fronte offensivo. FIG
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La prima punta, generalmente Abbruscato, è abile nel fare da riferimento offensivo combinando i movimenti con i suoi compagni di reparto.

Palle inattive:

Le palle inattive sono una situazione in cui il Pescara non ha eccessivamente sofferto ad eccezione della partita con il Milan dove, però, due clamorosi autogol hanno costretto gli Abruzzesi a subire gol.
Nelle due situazioni analizzate vengono mostrati due gol, uno realizzato ed uno subito dai biancoazzurri.

Su situazione di corner contro, nella partita Pescara-Juventus, il Pescara salta in otto contro cinque, in netta superiorità numerica. Un uomo va sul appoggio corto vicino al battitore, un altro va sul primo palo e uno sul vertice dell’area piccola. Nonostante in superiorità numerica, una distrazione unita ad una eccellente giocata di un calciatore bianconero costringe i biancoazzurri a subire gol. FIG
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Su situazione opposta, ovvero di palla inattiva a favore, il Pescara può sfruttare centimetri e forza fisica a sua disposizione. Terlizzi, Cascione, Abbruscato, Bjarnason tra gli altri, sono forti fisicamente e abili nel trovare il tempo giusto per staccare.
In questa situazione, nella gara contro il Milan, tre calciatori biancoazzurri attaccano il primo palo e Terlizzi realizza il gol del momentaneo uno a due. FIG
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Importante sottolineare l’abilità di Quintero nel battere corner e calci di punizione.

 

 

OPINIONI E SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITA’):

E’ difficile cercare di dare un giudizio definitivo sul Pescara. Troppi sono stati i cambiamenti e gli addii che hanno costretto gli Abruzzesi ad una sorta di mini rifondazione. Uno dei punti di forza dei biancoazzurri è il talento di alcuni suoi elementi. Non era per niente facile sostituire giovani di talento come Insigne, Verratti ed Immobile. Il direttore Delli Carri è stato abile nel portare a Pescara altri giovani di prospettiva molto interessante quali Quintero, Celik e soprattutto Weiss già noto al palcoscenico internazionale. Il portiere Perin è tra questi calciatori di estremo talento ma , rispetto agli altri, è andato incontro a qualche difficoltà in più visto anche il suo ruolo delicato.
Una squadra tanto giovane e con una quasi nulla esperienza in serie A non poteva non andare incontro a difficoltà. Difficoltà riscontrabili tanto nell’approccio alla partita quanto nelle disattenzioni difensive abbastanza evidenti e giustificabili, forse, proprio con l’inesperienza.  La sbagliata, ma legittima, protesta del tifo contro l’allenatore Stroppa non ha certamente aiutato.
A mio avviso il Pescara ha condotto un girone di andata, diciassette punti ad una giornata dal termine, che va oltre le sue potenzialità. La media per salvarsi c’è e starà solo al gruppo di Bergodi continuare su questa strada per riuscire in una impresa assai ardua.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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