ROMA: analisi tecnico-tattica delle fasi di gioco sino al termina

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APPROCCIO ALLA STAGIONE:

La Roma made in USA rappresenta una delle proposte più interessanti dell’intero campionato di Serie A. La squadra è reduce da una stagione di alti e bassi dove la compagine di Luis Enrique non è riuscita a qualificarsi per nessuna competizione europea. La proprietà americana, comandata da James Pallotta, ha deciso dunque di cambiare rotta richiamando l’espero ex dirigente giallorosso Franco Baldini come direttore generale. Insieme a Walter Sabatini, direttore sportivo, Baldini opta per un clamoroso ritorno. A furor di popolo Zdenek Zeman dopo 13 anni ritorna a guidare la Roma dopo aver condotto sorprendentemente il Pescara ad una brillante quanto insperata promozione in serie A vincendo il campionato di B ed esprimendo un calcio offensivo e spettacolare condito da molti gol e “dall’esplosione” di tanti giovani di valore come Verratti, Immobile ,Insigne e Capuano.
L’allenatore boemo ritorna nel calcio che conta dopo molti anni ed attorno al suo nome c’è molta curiosità ed attenzione. Infatti Zeman è un allenatore mai banale, noto non solo per il suo stile di gioco prettamente offensivo ma anche per il personaggio che si è costruito in tanti anni di carriera a suon di dichiarazioni ed opinioni espresse su altre squadre ed altri tesserati.
Il mercato della squadra, dunque, viene impostato interamente su quello che è il credo tattico dell’allenatore: quel 4-3-3 mai abbandonato dall’allenatore boemo e che sarà la base sulla quale verrà costruita la nuova Roma.  La sessione estiva di calciomercato ha avuto l’obiettivo di sfoltire e ringiovanire la rosa cedendo o non confermando calciatori con ingaggi onerosi che non rientravano nei piani tattici di Zeman. Hanno lasciato la capitale calciatori come Pizarro, Borriello, Juan, Heinze e Fabio Simplicio. Inoltre sono stati ceduti, oltre a Rosi, anche gli spagnoli Josè Angel e Bojan krkic, pupilli di Luis Enrique. Spicca, inoltre, l’onerosa cessione dell’ottimo Fabio Borini al Liverpool.
La campagna acquisti, invece, ha l’obiettivo di prelevare calciatori funzionali alle idee tattiche dell’allenatore. Reparto da rinnovare è senza dubbio la difesa dove vengono acquistati, come coppia di centrali, i brasiliani Castan ed il giovane Marquinhos. Ma uno dei ruoli chiave del calcio di Zeman e’ quello  dei difensori esterni. A tal fine vengono prelevati Balzaretti, titolare della nazionale Italiana, e i giovani Piris e Dodò.  A centrocampo Zeman consiglia l’acquisto del regista greco Tachtsidis reduce da un campionato di livello con il Verona in serie B al quale viene affiancato l’americano Bradley. Da segnalare è il ritorno del giovane Florenzi reduce da un campionato a Crotone che si rivelerà un giocatore già maturo per livelli alti di classifica.
In attacco viene acquistato Mattia Destro, uno dei giovani attaccanti che più si è messo in mostra nell’ultima stagione disputata a Siena con 12 gol in 30 partite.

Le aspettative della società e dell’intera piazza sono quelle di poter competere per zone alte di classifica sfruttando “l’effetto Zeman” in un calcio, quello italiano, dove la maggior parte delle squadre tende a non rischiare molto. Obiettivo è quello di far crescere in modo esponenziale i tanti giovani ricchi di talento che compongono la rosa anche grazie all’esperienza dei senatori, Totti e De Rossi in primis.

ROSA:

ROMA
PORTIERI:
13- Goicochea
24-Stekelemburg
1-Lobont
 
DIFENSORI:
29-Burdisso
3-Marquinhos
5-Castan
46-Romagnoli
42-Balzaretti
23-Piris
27-Dodò

 

CENTROCAMPISTI:
16-De Rossi
77-Tachtsidis
4-Bradley
15-Pjanic
48-Florenzi
7-Marquinho
20-Perrotta
11-Taddei
 
 
 
ATTACCANTI:
22-Destro
9-Osvaldo
10-Totti
8-Lamela
17-Nico Lopez
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistema di gioco:

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Il sistema di gioco utilizzato dalla Roma è l’1-4-3-3, imprescindibile per il tecnico boemo. Secondo Zeman è il modulo più adatto a fare calcio perchè permette di coprire gran parte del terreno di gioco avendo sempre un numero di giocatori sufficiente per affrontare ogni situazione della partita. In effetti il 4-3-3 è il sistema che offre il maggior numero di triangoli possibile combinando tra loro le posizioni dei giocatori grazie ai continui scambi di posizione e sovrapposizioni dei compagni. Questo permette al portatore di palla di avere almeno 3 soluzioni in ogni parte del campo e in fase di non possesso di attaccare immediatamente l’avversario con palla e i suoi riferimenti più vicini attuando un pressing asfissiante partendo dai 3 attaccanti.
Davanti al portiere Stekelenburg, alternato a Goicoichea ritenuto più abile nel giocare la palla con i piedi, giocano i due centrali Castan e Marquinhos (alternato al più esperto Burdisso). I difensori esterni sono generalmente Piris e Balzaretti agili e scattanti che spesso attaccano lo spazio con ottimi tempi di inserimento.
In posizione di regista davanti alla difesa gioca il greco Tachtsidis con compito di schermare i centrali e di trasmettere il pallone alle catene laterali tanto care al tecnico boemo. Le due mezze ali, generalmente, sono De Rossi a dx e il giovane Florenzi a sx. Soprattutto De Rossi giostra in una posizione per lui un po’ insolita dove fatica a recuperare molti palloni ed allo stesso tempo non è nel cuore del gioco. Al contrario Florenzi si dimostra un ragazzo subito “dentro” la squadra, le cui doti di resistenza fisica e capacità di inserimento spiccano rispetto a quelle tecniche.
L’attacco è sempre il reparto più osservato delle squadre allenate da Zeman che spesso riesce a mandare molti suoi attaccanti in doppia cifra. Il posto di centroavanti sembra inizialmente affidato a Pablo Daniel Osvaldo, alternato a Mattia Destro che però viene anche utilizzato come esterno destro. A destra gioca l’argentino Erik Lamela, autore di un fantastico inizio di campionato nel quale si iniziano a intravedere a pieno le sue enormi potenzialità. Sull’esterno di sinistra, ma in realtà a tutto campo, gioca il capitano Francesco Totti che ritorna a giocare in questa posizione dopo 13 anni, proprio quando sulla panchina della Roma sedeva Zeman.

I principi di gioco del calcio praticato dalle squadre di Zeman sono ormai noti e ben consolidati anche perché, da 20 anni a questa parte, sono sempre gli stessi.
La squadra gioca molto corta con la difesa molto alta quasi a ridosso del centrocampo, 3 centrocampisti col centrale vertice basso ed i due laterali pronti agli inserimenti in attacco; in attacco le due ali attuano un costante movimento di tagli ed inserimenti col centravanti sempre disponibile sia allo scambio che alla finalizzazione. La palla viaggia quasi sempre bassa e si punta sempre alla verticalizzazione,  alla ricerca degli spazi lasciati dalla squadra avversaria. Il pressing è chiaramente offensivo, talvolta ultra-offensivo, e la difesa attua costantemente la tattica del fuorigioco. È noto che le squadre di Zeman abbiano carichi di lavoro molto pesanti dal punto di vista atletico: il boemo cerca di accorciare le fasi di “riposo” in cui la partita va avanti quasi per inerzia. Non sono molti i giocatori che riescono a sostenere questi ritmi durante tutto l’arco della gara: si creano cosi dei tempi di “black-out” in cui la squadra perde il controllo del gioco e lascia spazio all’iniziativa avversaria.

 

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla:   Questa fase è quella più delicata nelle squadre allenate da Zeman che sono molto corte e applicano la tattica del fuorigioco in maniera rigorosa alzando la linea quasi fino a quella di centrocampo.
La difesa è altissima e predispone la squadra al pressing che inzia dai 3 attaccanti; il giocatore più vicino al portatore di palla lo attacca mentre gli altri compagni vanno sulle varie soluzioni di scarico cercando di impedire giocate facili.  FIG
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La scelta di Zeman di ricercare costantemente la riconquista del possesso palla come obiettivo primario porta la propria squadra ad alzare il proprio baricentro nella metà campo avversaria con i centrocampisti che, anch’essi, vanno in pressing offensivo o ultraoffensivo. FIG
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Naturalmente questa tattica comporta notevoli e numerosi rischi.
La squadra è molto corta con la linea difensiva molto alta ma gli stessi difensori faticano a stare sulla stessa linea, impedendo così una corretta attuazione della tattica del fuorigioco. In spazi centrali i difensori, su palla scoperta, tendono a “scappare” sempre con un attimo di ritardo lasciando alle loro spalle molti spazi.
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Su palla laterale la Roma ha dimostrato più attenzione agli inserimenti centrali di un centrocampista avversario non seguito dai suoi avversari diretti.
Inoltre è spesso accaduto che i due centrali difensivi si trovino in condizione di parità numerica con gli avversari e con molto campo da difendere alle proprie spalle. FIG
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Questa è una scelta quasi  “voluta”  perché tenere la squadra molto corta e alta permette a più giocatori di dedicarsi alla quanto più rapida riconquista del pallone.

Quando manca la pressione dei centrocampisti ed un avversario va a posizionarsi tra le linee, i difensori giallorossi talvolta si fanno attrarre dalla palla tendendo ad uscire in maniera eccessiva. FIG
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La squadra di Zeman ha imparato, con il passare della stagione, ad essere più equilibrata soprattutto grazie al lavoro in ripiegamento di centrocampisti e attaccanti esterni e del netto miglioramento del greco Tachtsidis in posizione di schermo ai centrali difensivi.

-Fase di possesso palla: E’ in questa fase di gioco che le squadre di Zeman esprimono tutta la loro spettacolarità, alla ricerca costante del gol e con una varietà e capacità a dir poco entusiasmanti. Tutta la squadra è costantemente alla ricerca della profondità tramite passaggi corti che cercano sempre di guadagnare spazio in avanti con continue verticalizzazioni ed inserimenti. Il tutto con una continua rapidità di manovra ed un grande dinamismo per cercare di sorpendere la squadra avversaria ed avere sempre la supremazia territoriale. Fondamentali sono i movimenti delle catene laterali (terzino-centrocampista laterale-ala) organizzati con lo scopo di creare spazi per tagli e sovrapposizioni al fine di portare pericolo nell’area nemica. Azione tipica: il terzino avanza palla al piede, l’attaccante esterno aggredisce lo spazio scattando in profondità, mentre la mezzala si accentra.
Le cosiddette “terziglie” ossia terne di giocatori sull’out esterno che hanno l’obbligo della giocata a due tocchi per velocizzare al massimo l’azione. Queste terne sono composte dal difensore laterale-mezz’ala di parte-attaccante esterno, con l’ausilio della punta centrale.FIG
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I due ruoli fondamentali di questo tipo di 4-3-3 sono il regista ‘basso’ (FIG)

ed il centravanti che fanno da perno e collegamento per i movimenti di squadra tra le due ‘catene’ laterali di giocatori. Quando il regista è schermato si abbassa in ricezione la mezz’ala di parte.

Zeman pretende in maniera rigorosa che tutti i giocatori partecipino attivamente alla costruzione del gioco, proponendosi con continui movimenti di smarcamento al fine di ricevere il pallone sempre in verticale tra le linee di due reparti.  FIG
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I principi cardine di questa fase di gioco sono la profondità e l’ampiezza.
La profondità è garantita da 3 punti di riferimento costanti oltre la linea della palla che hanno sempre il compito di aggredire gli spazi. L’ampiezza è garantita da difensori esterni ed esterni offensivi. Questi ultimi, schierati opposti rispetto al loro piede forte, svolgono un compito importante: taglio interno per creare superiorità numerica in zona centrale e per liberare spazio che sarà attaccato dai difensori esterni. FIG
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La posizione di Totti è molto importante. Il capitano giallorosso è schierato, in partenza, come attaccante esterno sinistro ma tende a svariare su tutto il fronte offensivo tagliando spesso in zona centrale per poi cambiare gioco, rifinire o concludere. FIG
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Principio cardine del gioco di Zeman è la simultaneità tra i movimenti dei calciatori. Questa descritta in figura è una azione tipica che vede il regista ricevere palla e cercare, in profondità, il taglio dell’esterno offensivo. Simultaneamente l’altro esterno offensivo taglia per ricevere. A quel punto la punta centrale, i difensori esterni e le mezze ali attaccano gli spazi lasciati liberi da questi movimenti. FIG
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Transizioni:   Secondo Zeman la transizione non è una fase di gioco ma un momento del gioco, un momento che sia il più breve possibile.
Il principio delle transizioni offensive zemaniane è l’attacco dello spazio non di un preciso giocatore ma del giocatore (o dei giocatori) che accompagna la manovra.  Protagonisti sono soprattutto i cambi di gioco sul lato opposto (con contemporaneo inserimento centrale di un altro giocatore) che hanno l’obiettivo di guadagnare ampiezza e di creare imprevedibilità. FIG
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Totti e Lamela sono i fulcri di queste transizioni. Altri giocatori protagonisti di questo momento del gioco sono, spesso, i difensori esterni e la mezz’ala Florenzi che, oltre a importanti doti fisiche, ha ottimi tempi di inserimento.

Le transizioni negative vedono spesso la Roma in difficoltà.  Essendo la squadra giallorossa propensa ad un calcio prettamente offensivo, e portando molti giocatori ad essere protagonisti di suddetta fase, spesso si ritrova lunga e scoperta in fase difensiva dove soffre le ripartenze avversarie sia per caratteristiche dei giocatori (prettamente mezzofondisti) sia per impostazioni tattiche. Infatti la linea molto alta di difesa consente ai portatori avversari di palla di avere molto spazio dove lanciare la palla.
Quando invece tutta la squadra riesce ad accompagnare questo momento di gioco e a riconquistare palla, tutti i giocatori sono disposti nella maniera corretta per poi reimpostare il controattacco.

 

PALLE INATTIVE  : Le palle inattive non sono una delle principali armi della Roma dal punto di vista metodologico. I giallorossi tendono a sfruttare quella che è la stazza e la mole di alcuni suoi calciatori come Osvaldo, Castan e lo stesso De Rossi i cui tempi di inserimento sono davvero notevoli.
Episodio da segnalare è che la Roma per due volte ha provato uno schema da calcio di inizio che testimonia la sua impostazione offensiva. Nella partita Genoa-Roma appena battuto il calcio di inizio vi è un attacco alla porta avversaria di 7 effettivi lasciando solo i due centrali in fase difensiva.
Nei corner la Roma predilige una battuta corta che vede protagonisti ovviamente Totti e la mezz’ala di parte, prevalentemente Florenzi. FIG
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In area vanno a saltare prevalentemente in 4 con l’aggiunta di un uomo fuori area.FIG
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Da segnalare è la posizione di Balzaretti o Piris che si posizionano come “terzi” pronti per ricevere la battuta o per inserirsi dopo uno scambio tra il battitore e il rimorchio corto.

Sui corner contro difende con tutti gli effettivi. A marcare vanno i due difensori centrali, De Rossi, Tachidis. Osvaldo sul vertice. Sul palo va il difensore laterale.

OPINIONI E SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITà):  La Roma di Zeman è una proposta tatticamente molto interessante. Il suo punto di forza sta sicuramente nella corretta applicazione della stessa idea dell’allenatore boemo. Fluidità di manovra, velocità di esecuzione, cercare costantemente di attaccare la profondità rappresentano principi di gioco che poco spesso possiamo osservare nel nostro massimo campionato.  A mio avviso la costante ricerca del gioco offensivo è senza dubbio un punto a favore della squadra giallorossa.  Da sottolineare è anche il valore della rosa. E’ forse la prima volta che Zeman può contare su una rosa di assoluto valore in tutti i reparti con calciatori del calibro di Totti, De Rossi, Osvaldo, Lamela, Pijanic e altri che possono mettere in pratica, le idee dell’allenatore e del suo staff.
Come tutte le idee ambiziose c’è l’altro lato della medaglia che vede la Roma, dal punto di vista tattico, esporsi , talvolta troppo spesso, alle azioni offensive degli avversari. Zeman è sempre stato famoso proprio per questo: produrre tanto ma subire anche molto.
Ed è proprio questo che io ritengo un punto di debolezza della squadra giallorossa: in un calcio difficile e tattico come quello italiano è impossibile vincere dei trofei senza disciplina. Tatticamente la Roma tende a soffrire un uomo che si posiziona tra le linee (come successo con Diamanti, Jorquera e Maxi Moralez). Ma credo che la vera potenziale debolezza possa risiedere nell’ostinazione su un determinato modo di giocare e di interpretare il calcio.
Qualora riuscisse ad essere praticato in tutte le sue accezioni il calcio di Zeman sarebbe sicuramente incisivo e divertente ma le possibilità che questo possa verificarsi sono legate anche alla grande casualità che caratterizza il mondo del calcio stesso.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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