UDINESE: analisi tecnico-tattica delle fasi di gioco sino al termine del girone di andata. Serie A 2012/2013

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APPROCCIO ALLA STAGIONE:

L’Udinese ha ancora una volta sorpreso tutti. Per la seconda volta consecutiva ha conquistato l’accesso ai preliminari di Champions League dopo un campionato esaltante che ha visto i friulani esprimere un calcio diverso, efficace e maturo.
Nel calcio raggiungere un traguardo prestigioso è impegnativo, ma riconfermarsi è straordinariamente difficile. L’Udinese è riuscita in questa impresa grazie ad un impianto di gioco e di uomini collaudato, costruito ed amalgamato con sapienza da Francesco Guidolin. Il tecnico veneto è, ovviamente, stato riconfermato nonostante qualche sua titubanza dovuta al grande stress patito nelle ultime stagioni dell’Udinese, molto dense e piene di impegni.
La proprietà gestita ormai da più di venti anni dalla famiglia Pozzo attua in maniera assolutamente sistematica la sua politica: valorizzare i suoi talenti e venderli al miglior offerente. Il primo obiettivo è quello di produrre ad ogni chiusura di bilancio un utile considerevole reinvestendone una parte nell’acquisto di nuove “promesse”.
L’Udinese ha un vantaggio che pochi considerano. La proprietà Pozzo, oltre ad avere un sistema scouting top level, gestisce altre due società che disputano campionati importanti in Europa: il Granada nella Liga spagnola e il Watford nella seconda serie inglese. Tantissimi sono i calciatori girati in prestito a queste due società parallele, sia giovani che esperti in cerca di affermazione e di un cambio di cultura di gioco. Con questo sistema, dunque, sarà facile smistare i tanti calciatori tesserati individuando per loro il percorso potenzialmente migliore.
In sede di mercato i Pozzo ed il direttore sportivo Larini già ai primi di giugno hanno concluso due operazioni in uscita davvero importanti: le cessioni di Asamoah e Isla alla Juventus per una cifra che complessivamente, negli anni, porterà circa trenta milioni di euro. Gli altri “gioielli” venduti dalla bottega Udinese sono Cuadrado, in prestito con diritto di riscatto alla Fiorentina, Doubai e soprattutto il portiere Samir Handanovic vera e propria certezza non solo in Italia ma ormai in tutta Europa, ceduto all’Inter per una cifra di circa 10 milioni di euro.   Le altre cessioni vedono calciatori girati in prestito al Watford o al Granada. Tra i più noti Antonio Floro Flores.
La campagna acquisti dell’Udinese inizia con la consueta sfida di acquistare calciatori giovani e poco noti al pubblico Europeo per valorizzarli. Gli osservatori dei friulani osservano allenamenti e partite durante la stagione del calciatore al quale sono interessati andando a chiudere le trattative nei primissimi giorni di apertura del mercato per evitare la concorrenza.  Vengono acquistati il difensore francese Heurtaux prelevato dalla seconda divisione transalpina e l’attaccante Ranegi dalla massima serie svedese. Inoltre l’Udinese attinge molto dal mercato brasiliano prelevando Allan, Willians, Silva e Maicosuel.  Oltre a questi calciatori vengono acquistati i più noti Brkic, portiere, Faraoni, centrocampista dall’Inter, e Lazzari dalla Fiorentina.
Il nuovo calciatore più interessante è il colombiano Muriel, attaccante già di proprietà dei friulani da molti anni che dopo una stagione al Granada sembra pronto per il grande calcio.
Il saldo tra acquisti e cessioni è ovviamente positivo. L’obiettivo è quello di disputare un altro campionato sorprendente, senza porsi determinati obiettivi di classifica ma con l’aspirazione di confermarsi tra le squadre più importanti dell’intera serie A.
Obiettivo primario sono i preliminari di Champions League, che sfumeranno a causa di due prestazioni non eccessivamente brillanti contro lo Sporting Braga concluse da uno scellerato errore decisivo dal dischetto del brasiliano Maicosuel che condanna l’Udinese a disputare l’Europa league.

Rosa:

UDINESE
PORTIERI:
1-Brkic
25-Padeli
93-Pawlowsky
 
DIFENSORI:
4-Angella
5-Danilo
11-Domizzi
16-Coda
17-Benatia
75-Herteaux
26-Pasquale
 CENTROCAMPISTI:
3-Allan
7-Badu
66-Pinzi
88-Willians
8-Basta
26-Armero
6-Faraoni
77-Maicosuel
21-Lazzari
37-Pereyra
 
ATTACCANTI:
31-Fabbrini
9-Barreto
10-Di Natale
13-Ranegie
24-Muriel
 
 

ANALISI TECNICO-TATTICA:

Sistema di gioco utilizzato:

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L’Udinese di Francesco Guidolin pratica una delle interpretazioni più interessanti del sistema di gioco 1-3-5-2.
Davanti al portiere Brkic si schierano Benatia, centro destra, Danilo centrale e Domizzi centro sinistra con licenza di impostare visto il suo ottimo sinistro. I tre centrocampisti centrali sono molto alternati da Guidolin. Uomo al quale sembra mal volentieri rinunciare è Pinzi, qualità quantità e tempi di inserimento ottimi. Lazzari o Allan e Pereyra o Willians gli altri interpreti. Pereyra rappresenta una sorpresa interessante, calciatore di qualità e molto duttile tatticamente che sembra essersi perfettamente inserito negli schemi bianconeri.  Gli esterni di centrocampo, fondamentali in questo sistema, sono il serbo Basta a destra ed il colombiano Armero a sinistra ambito dalle squadre più importanti di serie A.
In attacco il protagonista assoluto è ancora Antonio Di Natale, fuoriclasse assoluto che anno dopo anno stupisce per la sua integrità e vena realizzativa. A dar sostegno all’attaccante napoletano vengono alternati Maicosuel, Barreto e l’ottimo Fabbrini giovane di estrema prospettiva. Purtroppo un infortunio grave ha bloccato Muriel ai box per più di due mesi, rallentando la crescita di quello che a tutti sembra un grande talento.
Quello di Guidolin è un tipo diverso di 1-3-5-2. Innanzitutto la posizione di Fabbrini (o Maicosuel) in appoggio a Di Natale fa si che l’Udinese si schieri con l’1-3-6-1 con obiettivi precisi. Il chiaro obiettivo è quello di ricercare ed aggredire gli spazi alle spalle dei difensori avversari. I sei calciatori di centrocampo consentono, il più delle volte, di avere uno o due uomini in zona palla che cercano immediatamente il recupero della palla per poi aprirsi quasi a ventaglio lasciando l’attacco della profondità a Di Natale o ai due esterni. Osservare la massima espressione del calcio di Guidolin dalla tribuna fa quasi pensare ad una nuvola che si muove alla ricerca della palla e, una volta riconquistata, dello spazio da attaccare

Fasi di gioco:

-Fase di non possesso palla:
Molte squadre che utilizzano questo sistema di gioco dipendono, in fase di non possesso, dal lavoro degli esterni di centrocampo. Devono essere rapidi e tempestivi a scalare sulla linea dei difensori con uno dei centrocampisti in pressione sul portatore di palla. Quando ciò avviene, vista la forza individuale dei difensori bianconeri, la squadra avversaria deve cercare o la soluzione dalla distanza o affidarsi alle individualità dei propri calciatori. FIG
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Quando uno dei due centrocampisti esterni non scala rapidamente è possibile mettere in difficoltà la retroguardia friulana con dei repentini cambi di gioco. FIG
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L’Udinese riesce spesso a difendersi con cinque uomini più un centrocampista.
In questa fase è fondamentale l’interpretazione dei difensori centrali. Quando uno degli attaccanti avversari viene incontro a ricevere il centrale deve essere tempestivo a seguirlo e con un movimento ad elastico a ritornare subito in posizione per evitare di lasciare spazio libero alle sue spalle. FIG
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Particolare attenzione è da prestare a giocatori che vanno a ricevere tra le linee verticalmente. In questo senso è importante il lavoro dei centrocampisti che devono schermare queste possibili giocate andando sempre in pressione sul portatore di palla.

 

-Fase di possesso palla:
L’Udinese è una squadra molto dinamica. Cerca di attaccare la porta con molti calciatori. I due attaccanti, i due esterni di centrocampo ed un centrocampista che si inserisce. FIG
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Ciò è sicuramente rischioso ma Guidolin conta sulla rapidità dei suoi calciatori, in particolare degli esterni di centrocampo, di scalare rapidamente all’indietro dando manforte ai difensori.
Esterni di centrocampo che in fase offensiva accompagnano sempre l’azione. Basta e Armero hanno qualità fisiche invidiabili abbinando rapidità a resistenza. Le loro discese consentono ai due attaccanti più soluzioni tra le quali venire incontro o attaccare la profondità. FIG
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Interessante anche la complementarietà dei movimenti dei due attaccanti. Uno dei due è generalmente un trequartista che cerca di ricevere palla tra le linee in verticale per innescare l’altro attaccante. FIG
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Vero e proprio fulcro del gioco friulano è sicuramente Totò Di Natale. Nonostante le sue trentasei primavere corre e lotta ancora come un ragazzino. Svaria su tutto il fronte d’attacco, catalizza su di se calciatori avversari ed ha sempre il colpo vincente in canna.  Oltre alla finalizzazione il compito principale affidato a Di Natale è l’attacco costante dell’ultima profondità con l’attaccante napoletano bravissimo a galleggiare sulla linea del fuorigioco e pronto a ricevere i palloni filtranti dei suoi compagni di squadra, talvolta anche difensori che portano palla oltre la linea di centrocampo. FIG
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Transizioni:
La velocità delle transizioni sono fondamentali nel calcio di Guidolin.
Come sottolineato precedentemente gli esterni di centrocampo accompagnano molto l’azione offensiva. Dunque in fase di uscita difensiva è fondamentale essere precisi dal punto di vista tecnico evitando di perdere il pallone per non trovarsi a fronteggiare una situazione in cui le corsie esterne risultino sguarnite. FIG
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Viceversa quando invece la squadra riesce, attraverso la prima linea di pressing, a recuperare palla in zona offensiva, i calciatori più vicini alla palla attaccano immediatamente la profondità cercando di creare superiorità numerica. FIG
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Palle inattive:

In queste situazioni di gioco l’Udinese sfrutta la grande fisicità e i tempi d’inserimento dei suoi calciatori, soprattutto i tre difensori centrali e Pinzi.
In fase di palla inattiva a favore abbiamo osservato le seguenti situazioni.
Con palla inattiva a favore tutti attaccano la profondità con i calciatori più alti che attaccano il primo palo. Sei calciatori vanno a saltare. FIG
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Nella situazione di corner a favore in figura, Danilo e Benatia partono dal limite dell’area sfruttando la loro abilità nel terzo tempo. Di Natale attacca possibili traiettorie sul secondo palo e Domizzi taglia sul primo.
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OPINIONI E SWOT ANALYSIS ( PUNTI DI FORZA E CRITICITà):

L’Udinese è ogni anno oggetto di interesse della intera critica calcistica. Ciò che ha sempre colpito è la capacità di mantenere costanza di rendimento nonostante il cambio continuo di interpreti anno dopo anno.
Questo fa intuire quanto sia collaudato ma soprattutto ragionato il sistema di gioco di Guidolin. A mio avviso Guidolin non ha nulla di meno rispetto ai grandi allenatore che hanno fatto storia vincente sia in italia che all’estero. In meno ha solo forse la capacità di vendersi ai media con arroganza e spavalderia.
In quanto a contenuti tattici l’allenatore veneto è estremamente preparato. I suoi principi di gioco sono semplici ma molto efficaci. Quando i calciatori ottemperano a questi principi è un piacere veder giocare l’Udinese, soprattutto “la nuvola” di calciatori che va al recupero della palla e poi si apre a ventaglio attaccando la profondità.
Tra i punti di forza è impossibile non menzionare Totò Di Natale. Ormai gli aggettivi per definirlo si sprecano ma è incredibile vedere quanto Di Natale sia dentro l’Udinese, dando il suo apporto in campo e facendo da chioccia per i giovani.
La criticità legata all’Udinese, a mio avviso, non è tanto individuabile nei contenuti tecnico-tattici che sono ovviamente sempre migliorabili quanto nella strategia stessa della società friulana.  Non è contestabile la scelta, ormai obbligata causa crisi economica, di produrre utili di bilancio ogni anno. Semmai può essere contestabile il fatto di aver “tappato le ali” alla squadra stessa. Mai nella sua storia l’Udinese aveva raggiunto due volte consecutive i preliminari di Champions League e forse i tempi erano maturi per essere più ambiziosi. La squadra era ormai collaudata e piena di qualità, allenata a meraviglia da Guidolin. Forse non cedere calciatori fondamentali come Sanchez, Inler, Isla, Asamoah e Handanovic ,che comunque sarebbero stati venduti anche negli anni futuri a cifre altissime, avrebbe consentito all’Udinese di puntare ad obiettivi ancora più prestigiosi.
Ma la scelta della famiglia Pozzo è rigida e precisa.
Come già accennato in apertura di capitolo i Pozzo sono proprietari anche di altre squadre Europee come il Granada ed il Watford. Proprio in questo senso sarà molto curioso osservare come il patron friulano cercherà di mescolare culture e calciatori e soprattutto se la crisi economica e culturale in cui versa il calcio Italiano lo invoglieranno a puntare su altre realtà.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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