LE CONTRAPPOSIZIONI TATTICHE 1/2 (parte teorica)

LE CONTRAPPOSIZIONI TATTICHE

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La contrapposizione tattica è la modalità attraverso cui la nostra squadra si oppone (o contrappone appunto) al sistema di gioco ed al modulo avversario, dal punto di vista difensivo ed offensivo.

E’ immediatamente fondamentale sottolineare un principio. Contrapporsi tatticamente ad un avversario non vuol dire snaturare la propria filosofia ed i propri principi e sotto-principi di gioco; vuol dire effettuare un minuzioso lavoro di scouting sulla squadra avversaria con l’obiettivo di individuarne il comportamento tecnico-tattico in relazione alle diverse fasi/momenti del gioco (possesso palla, transizione negativa, non possesso palla e transizione positiva), per individuare potenziali punti di forza e di debolezza.
Si tratta dunque di creare degli adattamenti tattici dei propri principi e sotto-principi di gioco con l’obiettivo di rendere inefficaci gli avversari senza modificare sostanzialmente il proprio modello di gioco (filosofia di gioco+ sistema di gioco+ modulo di gioco).

Per contrapporsi con efficacia al sistema di gioco ed al modulo avversario, oltre a delle buone qualità individuali, è necessario impostare una strategia di squadra funzionale e ragionata.
Oltre alla conoscenza del modulo dinamico avversario bisogna conoscere le precise caratteristiche tecniche dei calciatori che si devono affrontare.
Dopo aver effettuato questo lavoro di scouting, tutte le informazioni ottenute devono essere rapportate alla nostro modello di gioco ed alle caratteristiche dei nostri calciatori con lo scopo di ottenere quegli adattamenti tattici cui abbiamo fatto riferimento precedentemente. 

Riassumendo l’allenatore dovrà:

·        Effettuare od ottenere (dai video analisti) una analisi tattica dettagliata sugli avversari.

·        Conoscere il sistema di gioco avversario

·        Effettuare la prima contrapposizione tattica “statica” al fine di identificare le zone di superiorità ed inferiorità numerica.

·        Conoscere e riconoscere i movimenti tipici del modulo avversario in ogni fase/momento del gioco

·        Conoscere le caratteristiche tecnico-tattiche individuali del calciatori avversari

·        Definire gli adattamenti tattici funzionali

·        Definire gli adattamenti tattici difensivi (altezza della linea difensiva, tipologia del pressing, scalate, modalità di riconquista, uscite, marcature e raddoppi ecc)

·        Definire gli adattamenti tattici offensivi (scaglionamento, modalità di occupazione e successivo attacco degli spazi, modalità di occupazione e successivo attacco del castello e modalità di occupazione e successivo attacco della zona cieca ecc)

·        Definire le soluzioni alternative

 

2
Gli adattamenti tattici

Prima di addentrarci nello specifico delle contrapposizioni tattiche è quanto mai opportuno spiegare cosa si intende per adattamento tattico, dal momento che quest’ultimo è l’unico obiettivo dell’intero processo di scouting di una squadra avversaria.

Nel vocabolario Italiano il termine adattare significa “rendere qualcosa adatto a uno scopo o conforme a un uso o a una situazione” oppure  “disporre qualcosa in modo opportuno”.
Per adattamento tattico si intende dunque una variazione, non una modificazione completa, dei propri principi e sotto-principi di gioco con lo scopo di rendere inefficaci i comportamenti tattici avversari e di sfruttare i loro punti di debolezza.
Variare senza snaturare, mantenendo la propria identità relativa al modello di gioco scelto dall’allenatore.

Gli adattamenti tattici possono essere:
Difensivi:

·        Scaglionamento e posizionamento di partenzaE’ la modalità con cui i difendenti si scaglionano sul campo quando gli avversari sono in possesso di palla.  Dal punto di vista generale una squadra deve sempre mantenersi corta (linee dei reparti vicine) e compatta (distanze tra i calciatori ridotte). Nello specifico, per ottemperare a questo sotto-principio, è necessario scegliere quali spazi occupare e, all’interno di questo spazio occupato, avere delle distanze proporzionate rispetto alla posizione della palla ed ai compagni di squadra.

·        Altezza (baricentro) e comportamento della linea difensiva e della squadra: L’organizzazione di una linea difensiva prevede un determinato numero di calciatori, da 2 a 5, a comporla.  All’interno della linea il calciatore più vicino alla palla dovrà attaccarla, gli altri dovranno muoversi in relazione ad essa e a questo movimento garantendo adeguata copertura oltre che a controllare direttamente (marcatura) ed indirettamente (anticipo) gli avversari.
La distanza che separa i calciatori all’interno della linea è fondamentale, perché da essa dipendono l’efficacia della concentrazione e delle coperture difensive.
La scelta strategica può variare tra una organizzazione in distanze medie, per coprire tutta l’ampiezza del campo, o una organizzazione in distanze brevi, garantendo concentrazione e protezione dell’imbuto difensivo.

Altra scelta da effettuare è la lettura della palla coperta/scoperta.
I comportamenti classici vogliono che la linea difensiva salga in situazione di palla coperta, e scappi all’indietro in situazione di palla scoperta.
Ecco dimostrato l’elastico difensivo, ossia un continuo movimento di aggressione e temporeggiamento dello spazio in avanti, in situazione di palla coperta-scoperta.
Questi comportamenti non sono, però, pre-determinati, ma possono essere strategicamente scelti. Ad esempio un allenatore può impostare una strategia molto aggressiva che preveda l’aggressione dello spazio in avanti e del possessore su palla semi-scoperta, ecc.

Infine è quanto mai opportuno scegliere il numero delle linee di copertura.
Quando un calciatore della linea difensiva attacca la palla, i suoi compagni cercano di coprirlo. Quello più vicino lo coprirà mantenendo le giuste distanze, l’altro (o altri a seconda del n° dei difensori) ha due possibilità:
-Coprire a sua volta il secondo difensore, quindi formare una terza linea di copertura
-Posizionarsi sulla stessa linea del secondo difensore, quindi formando due linee di copertura.


Tutto quanto abbiamo descritto è strategicamente organizzabile in maniera diversa.

·        Scelta di accorgimenti dissuasori:  Dopo aver osservato le peculiarità tattiche degli avversari ed i loro punti di forza e debolezza, l’allenatore è chiamato ad una serie di scelte di natura tattica.
Gli accorgimenti dissuasori sono adattamenti che l’allenatore può scegliere al fine di attirare la squadra avversaria in una “trappola”.

·        Scalate e raddoppi:  La scalata è il mezzo tattico che serve per adempiere agli obiettivi tattico-strategici in fase difensiva.
La scalata è il “movimento in scivolamento” di uno o più calciatori che si avvicinano alla zona della palla occupando una posizione tatticamente utile, che impedisca agli avversari di sviluppare comodamente il gioco costringendoli ad un 1vs1 (cui poi seguirà il raddoppio) o a tornare indietro.
Nella scalata sono fondamentali il “timing” (la velocità con cui essa viene effettuata) e la distanza tra i calciatori.
Le scalate possono essere:
-Orizzontali:  consentono di avvicinarsi alla zona della palla in orizzontale e vengono effettuati da tutto il reparto.
-Verticali:  vengono effettuate dalle catene ed hanno i medesimi scopi di quelle orizzontali ma vengono effettuate in avanti o all’indietro.
-Combinate: la squadra effettua contemporaneamente le due tipologie di scalata.

·        Tipologia del pressing: Il pressing è un principio di gioco (il modo in cui lo si fa) e prevede diverse tipologie.
A seconda della zona tattica di campo in cui questa azione collettiva viene effettuata possiamo distinguere il pressing difensivo (fino ai 30 metri), il pressing offensivo (fino ai 60 metri) ed il pressing ultra offensivo (fino ai 90 metri).
In più possiamo effettuare ancora altre distinzioni:
-pressing settoriale: azione di pressing in settori di campo predefiniti
-pressing a soggetto: azione di pressing nei confronti di calciatori specifici
-pressing in avanti:pressing attuato con accorciamento degli spazi in avanti (coperture preventive)
-pressing all’indietro:pressing attuato con movimenti a scendere.

La tattica del fuorigioco è la naturale conseguenza dell’applicazione del pressing e dell’applicazione della palla coperta.  E’ un attacco dello spazio aggressivo e compatto della linea difensiva con lo scopo di lasciare uno o più attaccanti oltre la linea, in posizione di fuorigioco.
Tale applicazione di questa tattica può essere diretta se la linea aggredisce lo spazio apposta per lasciare un avversario in fuorigioco, o indiretta se avviene come conseguenza di corretti movimenti collettivi.
L’obbiettivo della tattica del fuorigioco è comunque quello di recuperare palla e togliere spazio agli avversari.
La linea difensiva dovrà salire su palla coperta, su palla semi-coperta, dopo un retro-passaggio avversario e dopo la conquista di una seconda palla.

 

·        Modalità della riconquista: E’ interdipendente con la scelta del pressing.
Attraverso un atteggiamento “propositivo” la squadra può cercare la cosiddetta riconquista immediata della palla attraverso un meccanismo “ad accorciare in avanti” , ossia alzando il baricentro imponendo ai calciatori massima aggressività.
Questa modalità di riconquista implica necessariamente che i calciatori riescano a muoversi con sincronismi perfetti, che siano in ottimali condizioni psico-fisiche e che siano consapevoli del rischio di “attaccare alti”.

L’altra strategia disponibile è quella che si basa su una difesa di attesa, privilegiando l’equilibrio e la concentrazione difensiva attraverso una squadra corta e compatta, che eviti le giocate nel castello e che annulli la profondità nella zona cieca.

Offensivi:

Dal punto di vista offensivo la scelta della tipologia di manovra con cui dare vita al  possesso palla dipende, ovviamente, dal modello di gioco e dai relativi principi di gioco, non dovrebbe cambiare in relazione a nessun avversario.
Ciò che può andare incontro ad “adattamento” è la scelta dei sotto-principi di gioco e degli accorgimenti vari.

·        Scaglionamento ed occupazione degli spazi: Riguarda la dislocazione in campo rispetto a chi ha la palla. L’obiettivo è formare figure geometriche (triangoli, rombi, quadrilateri) con lo scopo di consentire al possessore più opzioni di passaggio contemporaneamente, formando la cosiddetta unità ideale minima del possesso palla composta da:
-Possessore di palla (scelta valida e razionale in base a principi e sotto-principi)
-Sostegno
(possibilità di alleggerimento, passaggio di scarico e cambio gioco)
-Appoggio/i laterali
(possibilità di avvolgimento, sfruttando l’ampiezza)
-Vertice
(possibilità di penetrazione, sfruttando la profondità e le verticalizzazioni)
Immagine

·        La modalità di attacco degli spazi liberi e liberati:  vuol dire compiere un movimento-spostamento volontario senza palla, in zona luce, con lo scopo di ricevere il pallone. Si tratta dunque di movimenti tattici individuali compiuti dai compagni del possessore cui potrebbe essere indirizzato il passaggio. Questi movimenti rispettano uno dei principi cardine del gioco collettivo: la palla non va mai trasmessa ad un calciatore fermo.
L’attacco dello spazio libero ha lo scopo di ottenere il pallone in zona luce o di creare una modificazione nelle posizioni difensive avversarie, con lo scopo di aggredirle attraverso l’attacco degli spazi liberati dai precedenti movimenti.
Questi due sotto-principi di gioco vengono compiuti attraverso gli smarcamenti.

·        La modalità degli smarcamenti nel binomio spazio-tempo: Smarcarsi significa sottrarsi dalla marcatura avversaria ma anche effettuare un movimento che consenta al possessore di vedere direttamente il suo compagno senza palla, il cosiddetto “movimento in zona luce”, sempre in relazione alla situazione di gioco attuale ed al binomio spazio-tempo.
Possiamo dunque affermare che, affinché si verifichi uno smarcamento efficace, l’uomo senza palla dovrà passare da soggetto statico a dinamico nello spazio, da soggetto in movimento a soggetto raggiungibile e da soggetto raggiungibile a soggetto attivo.

Quali sono gli smarcamenti tipici del gioco del calcio?
-Sovrapposizioni: Il compagno senza palla parte dietro la posizione del possessore. Sovrapporsi vuol dire osservare tutta la situazione e “passare sopra”. L’obiettivo è creare superiorità numerica vicino alla palla. E’ infatti una gestualità che si caratterizza per la vicinanza tra il possessore e l’aiuto senza palla. L’avversario dovrà scegliere se seguire la sovrapposizione o meno, liberando in qualsiasi caso spazi da attaccare.  Una sovrapposizione può essere interna o esterna a seconda della direzione del campo in cui avviene, e può essere più o meno accentuata a seconda dei metri di campo che il compagno senza palla copre.

-Inserimenti: Il compagno senza palla parte dietro la posizione del possessore. In questo caso non vi è un vincolo di vicinanza al possessore. L’obiettivo dell’inserimento è quello di creare una sotto-situazione di vantaggio in una determinata zona del campo, a seconda dei sotto-principi di gioco.
Gli inserimenti possono essere verticali o diagonali e possono verificarsi, a seconda dei sotto-principi, in diversi spazi del campo (tra le linee, nella zona cieca, in profondità laterale).

-Tagli:
Il compagno senza palla parte in posizione antero-laterale al possessore di palla. E’ un movimento convergente o divergente a seconda che sia indirizzato verso il centro o verso l’esterno del campo, e si verifica sempre con corse in diagonale.  L’obiettivo è attaccare lo spazio libero e crearne un altro che, a sua volta, sarà nuovamente attaccato da un altro calciatore senza palla.

-Virgole:
Il calciatore senza palla è avanti al possessore. E’ una gestualità che prevede un contro-movimento verso la porta avversaria con l’obiettivo di ricevere palla eludendo l’intervento della linea della squadra rivale, il classico attacco della profondità.

-Movimenti incontro:
Il calciatore senza palla è avanti al possessore. E’ una gestualità che prevede una corsa in direzione opposta alla porta degli avversari.
Possono essere attuati per mancanza di profondità o come “starter” per altri successivi movimenti senza palla.

 

·        La messa in atto di combinazioni collettive nel binomio spazio-tempo:  Sono movimenti dei calciatori senza palla, prettamente di smarcamento e contro-movimento, che possono essere ovviamente combinati ed integrati tra loro.
Essi possono essere individuali ossia movimenti di smarcamento del calciatore senza palla che poi vengono immediatamente seguiti da un altro movimento senza palla di tipologia diversa:
Movimento incontro + taglio convergente centrale
– Inserimento +movimento incontro (lungo-corto)
– Taglio convergente + movimento incontro
– Arretramento + taglio divergente (dentro-fuori)
– Sovrapposizione + taglio convergente   (fuori-dentro)

Oppure possono essere collettive ossia che prevedono movimenti combinati eseguiti da più calciatori senza palla:
– Incrocio di due attaccanti (2 tagli convergenti contemporanei);
– Allontanamento di due attaccanti (2 tagli divergenti contemporanei) + inserimento del terzo uomo
;
– Movimento incontro + inserimento diagonale di due attaccanti
;
– Inserimento e movimento incontro nella stessa zona tra un esterno offensivo ed un terzino

 

 

SEGUIRA’ LA PARTE PRATICA..



Categorie:Tattica

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