ANALISI TATTICA DELLA NUOVA ITALIA DI ANTONIO CONTE

ITALIA-OLANDA: 2-0 (IMMOBILE 3’; DE ROSSI 8’)
SISTEMA DI GIOCO: 1-3-5-2
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La nuova Italia di Antonio Conte si è schierata con il sistema 1-3-5-2, tanto caro all’ex tecnico della Juventus. Sirigu in porta. Linea difensiva a tre composta da Ranocchia centro-destra, Bonucci in posizione centrale ed Astori centro-sinistra.
In posizione di centrocampista centrale basso gioca De Rossi, con Marchisio a destra e Giaccherini a sinistra in qualità di mezze ali. I due centrocampisti esterni sono Darmian a destra ed De Sciglio a sinistra. La coppia di attaccanti è formata da Immobile e Zaza.
Osserviamo ed analizziamo quali principi di gioco ha utilizzato la nazionale Italiana nella sua prima uscita post-mondiale.

FASE DI ATTACCO ORGANIZZATO:
In questa fase di gioco la squadra di Conte si è schierata con il sistema 1-3-1-2-2-2.
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Privilegiando sempre la costruzione bassa e corta del gioco, a partire dal portiere Sirigu, i due macro principi di gioco rispettati in questa fase sono stati:
1. Passare per attirare gli avversari: la strategia della squadra di Conte è stata, sin dall’inizio, quella di impostare un pazienze possesso palla difensivo con il chiaro obiettivo di attirare gli avversari per poi applicare la successiva tattica dell’attacco diretto. Questo possesso palla è stato particolarmente efficace grazie alla presenza del “rombo difensivo” composto dai tre difensori più il centrocampista centrale basso De Rossi, vera fonte di gioco azzurra, sempre alla ricerca del corretto smarcamento.
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Lo scopo del giro palla difensivo è stato quello di servire i centrocampisti (De Rossi o le due mezze ali) per consentire loro di applicare l’attacco diretto.
*Quando VanPersie riusciva nel suo intento di oscurare De Rossi, impedendogli di ricevere, il compito di impostare l’attacco diretto spettava ad uno dei due difensori laterali, Ranocchia o Astori.
I punti chiave sono stati riscontrati nella qualità e nell’estrema pazienza dei tre difensori centrali nel girare il pallone e nel garantirsi linee di passaggio sicure.

2. Attacco diretto: Una volta ricevuta la palla (o portata dai difensori laterali) l’obiettivo primario è stato quello di impostare l’attacco diretto, con l’unico scopo di relazionarsi ai calciatori presenti nella metà campo opposta.
Questo macro principio di gioco è strettamente legato ad un sotto principio perfettamente rispettato dalla squadra di Conte: la ricerca del campo grande, largo e profondo, combinato proprio con l’attacco diretto.
I due attaccanti, con continui e sinergici movimenti, hanno sapientemente attaccato la profondità. L’ampiezza, invece, è stata occupata dai due centrocampisti laterali, aiutati perfettamente dalle due mezze ali.

In relazione a ciò che abbiamo precedentemente sottolineato, sono state riscontrate le seguenti tipologie di attacco diretto e ricerca del campo grande:
-Verticalizzazione immediata in profondità sul movimento combinato dei due attaccanti.5

 

Proprio da quest’ultima situazione è nato il gol del vantaggio azzurro

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-Immediato cambio di gioco di uno dei tre centrocampisti (mezz’ala in figura) sull’ampiezza attaccata dai centrocampisti esterni.
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-Verticalizzazione centrale a partire dai corridoi laterali. Il centrocampista esterno, non imbeccato in profondità ma sui piedi, ha immediatamente cercato la verticalizzazione sul movimento combinato dei due attaccanti.
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Quando invece l’attacco diretto falliva, l’obiettivo prioritario è stato progredire verso la porta avversaria attraverso la continua alternanza del fronte del gioco, cercando la superiorità numerica su un lato ed attaccando quello opposto con un rapido cambio di gioco.
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In questa situazione di gioco il compito dei due centrocampisti laterali (esclusa la verticalizzazione centrale) è stato quello di sfidare in 1vs1 il diretto avversario per cercare il cross. Proprio su cross laterale l’obiettivo della squadra azzurra è stato quello di creare situazioni dinamiche di parità numerica con un 3vs3 composto dai due attaccanti più l’inserimento di una mezz’ala e con il centrocampista esterno lato opposto sempre pronto ad inserirsi.
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Come abbiamo osservato sino ad ora, un ruolo chiave è stato svolto dai due attaccanti Immobile e Zaza, bravissimi ad attaccare la profondità e perfetti nel combinare i propri movimenti con quelli del collettivo.
In particolare, il sotto sotto principio ricercato maggiormente, è stata la relazione combinata di attacco della profondità con un doppio movimento, uno a venire incontro e l’altro proprio ad attaccare la profondità.
Il punto chiave, in questa situazione di gioco, è stata la costante ricerca del 2vs2 centrale con i due difensori olandesi. L’altezza della linea difensiva degli orange, si è dimostrata “perfetta” per rendere efficace questo tipo di azione tattica.
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FASE DI DIFESA ORGANIZZATA:
In questa fase di gioco la squadra di Conte si è schierata con il sistema 1-5-4-1
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La squadra di Conte si è mostrata subito aggressiva, cercando di impostare un pressing a tutto campo riuscendo a praticarlo in maniera efficace.
Il primario obiettivo è stato quello di impedire alla squadra Olandese di costruire il gioco, attraverso l’intensa pressione dei due attaccanti e delle mezze ali abili a pressare i possessori di palla ed i potenziali ricevitori.
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Il macro principio rispettato dagli azzurri in questa fase di gioco è stato, indubbiamente, la corretta applicazione della zona pressing.
Soprattutto in zona centrale l’obiettivo è stato quello di portare massimo pressing zonale, soprattutto con gli avversari girati spalle alla porta, impedendo loro di costruire pulite trame offensive e costringendoli a tornare indietro.
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In fase di non possesso palla la squadra di Conte non ha fatto distinzioni. L’obiettivo unico è stato quello di recuperare palla e di impostare un nuovo gioco offensivo.
La massima aggressione, però, è stata riscontrata nei corridoi laterali. Il sotto principio di gioco principale, in questa fase di gioco, è stato infatti quello di “portare massima pressione nei corridoi laterali attraverso la costante ricerca di superiorità numerica in zona palla”, con l’obiettivo di riconquistarla per impostare delle rapide transizioni positive.
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Per quanto riguarda le transizioni sono stati riscontrati i seguenti principi di gioco
Transizione positiva:
-Macro principio:
tirare fuori la palla dalla zona di pressione ed aggredire velocemente la profondità (con il movimento ad allargarsi dell’attaccante non coinvolto nella zona di pressing)

Transizione negativa:
-Macro
principio: pressing immediato dopo la perdita del possesso del pallone

GIUSEPPE MAIURI



Categorie:Match Analysis (analisi tattica), Tattica

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