UN GUARDIOLA ALTERNATIVO…MA NON TROPPO

Il calcio praticato dal Barcellona di Pep Guardiola nel quadriennio 2008-2012 resta scalfito nella mente e nel cuore di ogni appassionato di calcio. Del suo 1-4-3-3 catalano e del suo inconfondibile tiki-taka conosciamo ormai ogni segreto, frutto di anni di studio ammirato dei metodi e delle strategie tattiche di uno dei più grandi allenatori mai esistiti.
Lo scorso anno, nella sua nuova avventura al Bayern Monaco, Guardiola ha cercato di riproporre gran parte del modello di gioco proposto per anni in terra catalana. Sia le caratteristiche dei calciatori che la cultura calcistica di un paese come la Germania, hanno però costretto Pep, uomo di incredibile intelligenza e flessibilità, a modificare ed adattare il suo modello, introducendo elementi nuovi, che quasi mai avevamo visto applicare al suo Barca.
Questo articolo ha proprio l’obiettivo di soffermarsi su alcuni elementi tattici riscontrati nel nuovo 1-3-4-2-1 di Guardiola, messi in pratica nel 1°Tempo (nel secondo il tecnico spagnolo è ritornato al suo caro 1-4-1-4-1) della partita contro il Manchester City, valevole per la prima giornata del gruppo E della Champions League 2014-2015.

SISTEMA DI GIOCO: 1-3-4-2-1
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FASE DI ATTACCO ORGANIZZATO
Le squadre di Guardiola costruiscono sempre il gioco a partire dal portiere e dai difensori centrali. Nel nuovo schieramento l’allenatore catalano conferma il suo preferito macro principio di gioco “passare per attirare”, riuscendo ad ottemperare ad esso attraverso la creazione di un rombo che consenta naturale superiorità numerica e possibilità di passaggio permanente tra i calciatori.
2
L’acquisto di Xabi Alonso si è rivelato fondamentale per applicare con maggiore efficacia il modello di gioco pensato da Guardiola. L’ex centrocampista del Real Madrid occupa proprio il vertice alto del rombo difensivo e grazie alla sua straordinaria intelligenza e personalità riesce sempre a smarcarsi correttamente per ricevere il pallone e far partire la progressione del gioco offensivo.
Il primo elemento distintivo del nuovo stile di Guardiola è la possibilità di utilizzare un attacco più diretto e meno posizionale nella progressione del gioco offensivo e nella creazione di situazioni di finalizzazione.
Xabi Alonso, infatti, una volta ricevuto il pallone in condizioni sicure e propizie, ha l’obiettivo di indirizzare il gioco o sulle corsie laterali in direzione dei centrocampisti esterni, oppure di imbeccare i tagli convergenti dei due trequartisti, che hanno l’obiettivo di smarcarsi per ricevere palla tra le linee.
3 4

Il sotto principio “ricerca del campo grande” (largo e profondo) rappresenta sempre il cardine della filosofia di Guardiola. Sulle corsie laterali agiscono il centrocampista esterno (Rafinha a destra e Bernat a sinistra) ed il trequartista (Muller a destra e Gotze a sinistra) che hanno l’obiettivo, anche grazie all’aiuto del centrocampista centrale Lahm, di creare superiorità numerica e liberare e successivamente attaccare lo spazio tra le linee con lo scopo di aprire linee di passaggio verso il centro del campo.
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Possiamo dunque affermare, senza ombra di dubbio, che l’attaccante più importante della squadra di Guardiola è lo spazio.
Proprio in questo senso, l’allenatore catalano ha esportato dal Barcellona uno dei sotto sotto principi di gioco a lui più cari: “l’interscambio posizionale”.
Come possiamo osservare nella prossima figura, il movimento ad aprirsi di Muller ha rispetta l’obiettivo di liberare lo spazio tra le linee, che deve sempre essere attaccato per ricevere palla e non occupato preventivamente in modo statico.
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Dunque altro sotto principio di gioco fondamentale è “la ricerca del gioco tra le linee”, in perfetto stile Barcellona.
Il compito fondamentale, come vediamo in figura, è affidato ai due trequartisti centrali Muller e Gotze che devono muoversi costantemente con lo scopo di non dare punti di riferimento ai difensori avversari e soprattutto con lo scopo di ricevere palla in condizioni propizie (Figura 1) per poi impostare delle rapide combinazioni offensive, usufruendo del movimento dell’attaccante centrale Lewandowsky, bravissimo ad attirare gli avversari su di se ed a liberare spazi per i propri compagni.
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Al 35’ minuto del primo tempo Pep Guardiola è passato al suo classico sistema di gioco 1-4-1-4-1, senza sostituire alcun interprete ma solo schierando Alaba sulla linea dei centrocampisti. Un nuovo Pep…ma non troppo.



Categorie:Match Analysis (analisi tattica)

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